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Parola alla scienza: 5 curiosità sul sesso

Una coppia - Sputnik Italia, 1920, 06.05.2021
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Il sesso non è soltanto una fonte di piacere, ma ci aiuta anche a rimanere in salute. Secondo alcuni studi i soggetti sessualmente attivi vivono più a lungo, si ammalano con meno frequenza e nel complesso si sentono più felici.
Pertanto, gli esperti studiano con serietà questioni come la frequenza settimanale dei rapporti, la tipologia dei partner e la modalità dei rapporti. A tal proposito cercano di dare riscontri scientificamente fondati.

Più si fa, meglio è

All’inizio degli anni ’80 un gruppo di scienziati britannici si è recato in una cittadina gallese e ha intervistato 918 uomini del luogo di età compresa tra i 45 e i 59 anni in merito al loro stato di salute, alle loro abitudini e al loro stile di vita.
Nel decennio successivo 150 di questi uomini sono morti per varie cause: attacco cardiaco, patologie croniche, traumi vari. Tutti questi soggetti erano accomunati da un elemento: la maggior parte di loro non aveva una intensa vita sessuale.
Dalle stime degli esperti è emerso che gli uomini che avevano rapporti due volte a settimana presentavano un rischio di morte prematura del 50% in meno rispetto ai loro coetanei che avevano rapporti una sola volta al mese.
Questo studio, il primo nel suo genere, fu colpito da molte critiche. I detrattori dello studio sostenevano che una intensa attività sessuale sia sintomo di un organismo forte sin dalla nascita. Pertanto, secondo loro, non vale la pena di rivalutare l’impatto che il sesso avrebbe sulla longevità. Tuttavia, in seguito diversi studi hanno confermato le conclusioni degli esperti britannici. Tra l’altro gli autori dello studio hanno anche corretto i valori legati allo stato di salute e le abitudini più dannose.
Un gruppo internazionale di scienziati ha analizzato i dati di oltre 15.000 americani adulti e ha evidenziato una correlazione tra una intensa attività sessuale e un basso rischio di morte per varie cause, tra cui il cancro e le malattie cardiache. Ancora non è chiaro perché vi sia tale legame. Una delle possibili spiegazioni, secondo gli autori dello studio, è da imputare alle endorfine che sono secrete in grandi quantità durante il rapporto. È noto che questi ormoni rafforzano il sistema immunitarie e, di conseguenza, migliorano le difese in caso di infiammazioni e infezioni. Del resto, uno stato infiammatorio interno prolungato è considerato una probabile causa di patologie come quelle oncologiche.
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Corpo sano in sesso sano

Il sesso allunga la vita e diminuisce il rischio di morte prematura perché nel complesso ha un impatto positivo sull’organismo, secondo gli esperti.
I ricercatori americani hanno appurato che le coppie che hanno rapporti almeno due volte a settimana si ammalano in media meno di frequente di infezioni respiratorie. La causa è imputabile alle immunoglobuline A (IgA) che difendono le mucose dai virus. Nella saliva dei volontari sessualmente attivi che hanno partecipato allo studio i livelli di questi anticorpi erano circa il doppio rispetto ai volontari loro coetanei che avevano rapporti sessuali meno di frequente.
Inoltre, fare sesso frequentemente previene le patologie cardiache gravi.
Come hanno appurato gli esperti, nei soggetti che hanno rapporti soltanto una volta al mese si registra un incremento dei livelli di omocisteina la quale, accumulandosi nell’organismo, attacca le pareti arteriose contribuendo alla formazione di trombi e placche, responsabili dello sviluppo di patologie cardiovascolari.
Chi invece ha rapporti frequenti presenta una concentrazione di omocisteina sensibilmente inferiore, pertanto tali soggetti soffrono meno di questi disturbi. Inoltre, persino i pazienti appartenenti a gruppi a rischio o che hanno subito operazioni al cuore muoiono con una probabilità del 27% in meno se hanno rapporti sessuali almeno una volta a settimana.
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Un antidolorifico naturale

Il sesso riduce il mal di testa e talvolta lo elimina completamente: questa la conclusione a cui sono giunti gli scienziati tedeschi dopo aver interpellato un migliaio di pazienti con forme croniche di emicrania. È emerso che il 60% di loro dopo un rapporto sessuale percepivano un significativo miglioramento della loro situazione, mentre in alcuni il dolore spariva completamente.
Alcuni soggetti interpellati hanno ammesso di sfruttare il sesso come strumento terapeutico quando i farmaci smettono di fare effetto.
Gli autori dello studio ipotizzano che l’effetto antidolorifico del sesso sia legato all’azione delle endorfine la secrezione delle quali aumenta durante il rapporto.

Un approccio scientifico all’orgasmo

Di norma per gli uomini è più facile trarre piacere dal sesso rispetto a quanto non lo sia per le donne. Tuttavia, come di recente appurato dagli scienziati dell’Università dell’Indiana, esistono 4 tecniche verificate che aiutano le donne ad avere l’orgasmo. Sono l’angling, il rocking, lo shallowing e il pairing.
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La prima tecnica prevede una serie di intensi movimenti di bacino e anche durante il rapporto per stimolare i punti erogeni da diverse angolazioni. Le particolarità del rocking e dello shallowing sono piuttosto evidenti già dalla loro denominazione inglese. Mentre il pairing prevede l’utilizzo di due o tre tecniche in contemporanea.
I ricercatori sono giunti a queste conclusioni dopo aver condotto un’indagine su oltre 3.000 donne di età compresa tra 18 e 93 anni riguardo alla loro vita sessuale. Gli esperti volevano sapere non soltanto la frequenza dei rapporti e la loro durata, ma anche il grado di piacere percepito e la frequenza degli orgasmi. È emerso che tra il 70 e l’87% delle intervistate utilizza almeno una delle tecniche descritte.

La durata ottimale del rapporto

Tuttavia, il 17% delle donne dichiara di non aver mai provato un orgasmo perché l’atto dura troppo poco. Secondo alcune stime in media il rapporto dura poco più di 5 minuti, secondo altre 7, secondo altre ancora circa 12.
Tuttavia perché sia l’uomo sia la donna traggano piacere dal sesso, il rapporto dovrebbe durare almeno 13 minuti o, più precisamente, 13,41 minuti. Ma ad alcune persone serve circa mezz’ora.
Ad ogni modo, sostengono gli scienziati americani, più a lungo dura il rapporto, meglio si sentiranno i partner. Se invece l’atto dura meno di 10 minuti, i partner si sentiranno affaticati e non vorranno più fare nulla.
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