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Morti sul lavoro, nuova tragedia a Pagazzano, dove una lastra di cemento ha ucciso un operaio

© SputnikUn cantiere a Mosca
Un cantiere a Mosca - Sputnik Italia, 1920, 06.05.2021
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Ennesima morte bianca, questa volta in un cantiere edile. Durante le attività costruttive un uomo di 46 anni è rimasto ucciso da una lastra di cemento armato.
Una scia infinita di morti sul lavoro. Questa volta a rimetterci la vita è un operaio di 46 anni mentre lavorava in un cantiere a Pagazzano (Bergamo), una lastra di cemento gli è venuta addosso uccidendolo. L’uomo lavorava in un cantiere per la costruzione di due ville.
Nulla da fare per lui, è morto sul colpo. La lastra di cemento armato, detta “bocca di lupo” gli è rovinata addosso mentre la stavano posizionando.
I soccorsi chiamati dagli altri operai presenti nel cantiere sono arrivati in fretta, ma hanno potuto constatare solo il decesso di Maurizio Gritti, un 46 enne che risiedeva a Calcinate (Bergamo) insieme alla moglie e a due figli. L’8 di maggio avrebbe compiuto 47 anni.
Il cantiere è sotto sequestro, i carabinieri di Treviglio stanno effettuando i rilievi tecnici con la collaborazione dell’Ats di Bergamo. Sul posto sono giunti anche i Vigili del Fuoco.

Una scia di morti senza fine

Di recente il segretario della Cgil Landini, commentando la tragica morte di Luana, aveva detto che quest’anno i morti sul lavoro sono uno al giorno.
Anche ieri, in effetti, si è verificata un’altra morte bianca con un operaio schiacciato da un enorme macchinario industriale mentre lavorava in fabbrica.
La storia di Luana, una ragazza madre di 22 anni, ha lasciato il segno nell’opinione pubblica. Per la sua morte ci sono due indagati iscritti nel registro degli indagati, e sono il responsabile della sicurezza e la titolare dell’impresa. Secondo i rilievi tecnici sarebbe stata rimossa la protezione di sicurezza che evitava all’operatore di essere risucchiato dal macchinario.
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