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COVID India, nuovo record negativo, oltre 410mila infezioni in 24 ore

© REUTERS / DANISH SIDDIQUIMalati di COVID-19 ricoverati nelle terapie intensive dell'ospedale Sacra Famiglia di Nuova Delhi in India
Malati di COVID-19 ricoverati nelle terapie intensive dell'ospedale Sacra Famiglia di Nuova Delhi in India - Sputnik Italia, 1920, 06.05.2021
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Il paese asiatico sta registrando record negativi da oltre una settimana, sia per numero di nuovi infetti che per numero di morti. Il sistema sanitario al collasso non è in grado di sostenere la campagna vaccinale per proteggere la popolazione.
Ennesimo record per la penisola indiana, sia per contagi che per numero di morti. Nelle ultime 24 ore si sono registrati 412.262 nuovi casi e ben 3.980 decessi, secondo quanto riportato da Reuters.
L'India è al secondo posto al mondo (Stati Uniti al primo) per numero di infezioni dall'inizio della pandemia, con oltre 21 milioni di casi totali e ben 230.168 decessi, secondo i dati del ministero della Sanità indiano.
Gli esperti hanno avvertito che la seconda ondata, particolarmente pesante nelle grandi città, si sta ora espandendo alle vaste aree rurali, nelle quali si concentra il 70% della popolazione. Qui, nonostante la densità di abitanti sia inferiore, l'assistenza sanitaria è estremamente limitata o addirittura assente, complicando notevolmente gli sforzi per la protezione della popolazione.
Suresh Kumar, coordinatore sul campo assieme all'associazione di beneficenza per i diritti umani Manav Sansadhan Evam Mahila Vikas Sansthan, ha avvertito della difficile situazione nel Nord del paese. Infatti, in alcuni villaggi nello stato settentrionale dello Uttar Pradesh, che conta circa 200 milioni di abitanti, "ci sono morti in quasi ogni seconda casa".
"Le persone sono spaventate e rannicchiate nelle loro case con febbre e tosse. Tutti i sintomi indicano Covid-19, ma senza informazioni disponibili molti pensano che sia influenza stagionale", ha detto Kumar.
Il tasso d'infezioni più alto del paese è stato registrato nello stato di Goa, nota destinazione turistica sulla costa occidentale, dove quasi una persona su due è risultata positiva nelle ultime settimane.
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Durissime le critiche nei confronti del governo e del Primo ministro Narendra Modi per non aver agito tempestivamente all'inizio della seconda ondata e per non aver impedito, o almeno limitato, grandi eventi di massa come raduni politici e per eventi religiosi, che hanno attirato migliaia di persone e sono funti da catalizzatori per una rapida diffusione su larga scala.
L'aumento delle infezioni ha anche coinciso con un drastico calo delle vaccinazioni a causa di problemi di fornitura e consegna, nonostante l'India sia un importante produttore di vaccini. Alcuni paesi esteri, come Stati Uniti, Francia e Regno Unito, si sono fatti avanti per aiutare l'India con la fornitura di vaccini e materiale medico.

Sistema allo stremo

L'impennata di contagi ha portato il sistema sanitario indiano al collasso, soprattutto nelle grandi città dove le strutture sono ultra-sature e a corto di posti letto, ossigeno e altro materiale medico fondamentale.
Nella capitale Delhi, meno di 20 degli oltre 5.000 letti in terapia intensiva sono liberi in qualsiasi momento, portando i medici a decidere arbitrariamente chi accogliere. Molti pazienti sono costretti a condividere il letto e molti vengono respinti dagli ospedali per impossibilità di curarli.
Un altro dato allarmante arriva dalle speculazioni degli esperti, che stimano che i dati reali dei contagi e delle morti in India possano in realtà essere di 5 o addirittura 10 volte superiori a quelli attuali.
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