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Trump: 'le compagnie di social media corrotte devono pagare un prezzo politico'

© AP Photo / Mark J. TerrillДональд Трамп ест эскимо во время игры Кливленд Кавальерс - Лос-Анджелес Лейкерс в Лос-Анджелесе, 2005 год
Дональд Трамп ест эскимо во время игры Кливленд Кавальерс - Лос-Анджелес Лейкерс в Лос-Анджелесе, 2005 год - Sputnik Italia, 1920, 05.05.2021
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All'inizio della giornata il Consiglio di sorveglianza di Facebook aveva deciso di confermare il ban di Donald Trump sulla piattaforma introdotto a gennaio dopo la rivolta del Campidoglio.
L'ex presidente degli Stati Uniti ha criticato Facebook, Twitter e Google, "compagnie di social media corrotte", per averlo bandito, definendo le loro decisioni "una totale disgrazia e imbarazzo". Trump ha inoltre insistito sul fatto che dovranno pagare un "prezzo politico" per quello che hanno fatto.
"Il popolo del nostro Paese non lo sopporterà! Queste aziende corrotte non devono [...] mai più essere autorizzate a distruggere e decimare il nostro processo elettorale", ha detto.
L'ex presidente si è scagliato contro i giganti dei social media in seguito alla decisione del Consiglio di sorveglianza di Facebook di sostenere la decisione della piattaforma di sospenderne l'account il 7 gennaio. Il Consiglio ha affermato che i post di Trump rappresentavano "un chiaro e immediato rischio di danno" e "legittimavano [le] azioni violente" dei rivoltosi che il 6 gennaio hanno preso d'assalto il Campidoglio.
Il consiglio ha contemporaneamente criticato Facebook per aver inflitto a Trump una sospensione "a tempo indeterminato", sottolineando che nulla di simile è contemplato nelle regole della piattaforma. L'organismo di controllo ha dichiarato che Facebook deve decidere il destino dell'account di Trump entro sei mesi, in conformità con le proprie regole.
"Questa sanzione deve essere basata sulla gravità della violazione e sulla prospettiva di un danno futuro. Deve anche essere coerente con le regole di Facebook per le violazioni gravi, che a loro volta devono essere chiare, necessarie e proporzionate", ha affermato il Consiglio.
Facebook ha promesso di decidere del destino dell'account di Trump prima della scadenza, confermando che fino a quella data rimarrà sospeso. La piattaforma di social media dovrà quindi poi riattivare o bandire definitivamente l'account dell'ex presidente.
Trump ha ripetutamente denunciato le sue sospensioni e divieti su piattaforme di social media come Twitter, Facebook e YouTube, definite tentativi di zittirlo e attacchi alla libertà di parola in America. Si è spinto fino a invitare i suoi seguaci ad abbandonare queste piattaforme, promettendo di lanciarne una propria per continuare a comunicare con i suoi sostenitori.
Trump ha mantenuto la promessa il 4 maggio, lanciando il sito web 'From the Desk of Donald J. Trump', dove ora sta postando commenti su ciò che accade nel Paese e non solo. Sebbene il sito web non sia propriamente una piattaforma di social media e non consenta la comunicazione tra i suoi utenti, permette ai seguaci di Trump di ripubblicare i suoi messaggi su Facebook e Twitter, proprio da dove è bandito o sospeso.
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