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ProCoV2: Il progenitore del SarsCov2 circolava in tutto il mondo già a ottobre 2019, secondo studio

© AP Photo / Cheng MinFebbraio 22, 2020: gli operatori sanitari nel laboratorio di Wuhan
Febbraio 22, 2020: gli operatori sanitari nel laboratorio di Wuhan - Sputnik Italia, 1920, 05.05.2021
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Un gruppo di ricerca della Temple University di Philadelphia, guidato dal professor Sudhir Kumar, afferma di essere riuscito a risalire alle origini del virus che provoca il Covid-19 seguendone le mutazioni a ritroso, fino a ricostruirne l'albero genealogico. Il progenitore è stato chiamato ProCov2 e si stima fosse diffuso già a ottobre 2019.
Secondo lo studio, pubblicato sulla rivista Molecular Biology and Evolution, il ProCov2 sarebbe l'antenato progenitore comune di tutta la famiglia dei coronavirus SarsCoV2. I ricercatori guidati da Sudhir Kumar si sono messi sulle tracce genetiche del coronavirus e, risalendo indietro nel tempo sulla base delle mappe genetiche, hanno ricostruito l'inizio della sua storia evolutiva tracciandone la diffusione nel tempo e nello spazio.
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Nulla di nuovo invece è emerso sul primo passaggio animale-uomo - rimane ancora ignoto quale sia stato l'animale che ha veicolato il virus all'uomo.

Tutto ciò andrebbe preso con le molle ma…

"L'uso di metodi filogenetici come avvenuto in questo caso, dove si confrontano le varie sequenze nel tempo e nello spazio per capire l'origine e prevedere l'evoluzione del virus, va interpretato con estrema cautela, visto che diversi studi del genere fatti sul SarsCov2 non sempre hanno dato risultati coerenti. Diciamo che il 'caso SarsCov2' non è ancora chiuso", ha detto il virologo Francesco Broccolo, dell'Università di Milano Bicocca, riportato dall’ANSA, mostrando cautela e consigliando di non giungere a conclusioni definitive e magari affrettate.
Le indicazioni del gruppo di lavoro di Kumar tuttavia, sarebbero in buona coerenza con la recente scoperta della diffusione precoce del virus in molti paesi, tra i quali proprio l’Italia, dove il virus è risultato essere arrivato già nel dicembre 2019, prima ancora che venisse lanciato l’allarme da Wuhan.
Tale progenitore aveva tuttavia un genoma differente da quello scoperto poi in Cina che, secondo i ricercatori americani, era già mutato almeno tre volte rispetto al protovirus italiano.
In ogni caso, sembra convinto il gruppo di ricerca, nessuno dei primi pazienti di Wuhan è stato il caso ‘zero’ che ha dato origine alla catena dei contagi, né può dirsi appurato che il virus sia neppure nato in Cina, pur rimanendo probabile.
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