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Lo scudo europeo contro la Cina: "Stop alle scalate straniere"

© REUTERS / Yves HermanIl quartier generale della Commissione Europea a Bruxelles
Il quartier generale della Commissione Europea a Bruxelles - Sputnik Italia, 1920, 05.05.2021
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La Commissione UE ha presentato l'aggiornamento della strategia industriale che prevede la possibilità di indagare sulle acquisizioni di aziende europee per un valore di oltre 500 milioni da parte di società finanziate da Stati extra europei.
Una sorta di golden power europeo per proteggere il mercato dalle scalate estere. E, in particolare, da quelle cinesi. È l’idea della Commissione Ue, illustrata oggi a Bruxelles dalla commissaria alla Concorrenza, Margrethe Vestager, e dal Commissario all’Industria, Thierry Breton.
Si tratta, come spiega il Corriere della Sera, di un vero e proprio scudo per difendersi dalle mire dei colossi extra europei finanziati dagli Stati e per affrancarsi dai fornitori esteri in una serie di settori strategici, tra cui materie prime, farmaceutica e semiconduttori.Area, quest’ultima, su cui recentemente il governo italiano era intervenuto per bloccare l'acquisizione della Lpe di Baranzate da parte del gruppo cinese Shenzen Invenland Holdings.
Ma come funzionerà lo scudo anti-scalate messo a punto dall’Ue? La Commissione dovrà avere l’ultima parola sulle acquisizioni di aziende europee per un valore di oltre 500 milioni di euro da parte di società beneficiarie di oltre 50 milioni di euro di finanziamenti statali, o sulla partecipazione delle stesse a gare d’appalto di oltre 250 milioni.
I vertici europei, come spiega l’Huffington Post, si riservano il diritto di indagare su questo tipo di situazioni e se venissero rilevati potenziali “effetti discorsivi sul mercato” potranno bloccare l'operazione.
Il bersaglio principale della nuova strategia, si legge sullo stesso sito di informazione, è la Cina, da cui l’Ue è costretta ad importare centinaia di “prodotti essenziali” e dalla quale vorrebbe progressivamente affrancarsi.
Va letto in questo senso, quindi, l’aggiornamento della strategia industriale che prevede una riduzione della dipendenza dai fornitori stranieri su beni strategici, compresi quelli “rilevanti per le transizioni verdi e digitali”.
“L’apertura del mercato unico è la nostra più grande risorsa, ma l’apertura richiede equità”, ha sottolineato Vestager. “Il nostro mercato resta aperto – le ha fatto eco Breton - ma alle nostre condizioni”.
Tra le storture del mercato internazionale, ha sottolineato il vicepresidente con delega al Trade, Valdis Dombrovskis, c’è quella dei “vantaggi ingiusti concessi attraverso i sussidi”. Oggi l’Ue è decisa a battersi contro questa pratica per difendere la propria indipendenza e autonomia sul piano industriale.
Ora la palla passa al Parlamento europeo e agli Stati membri. L’obiettivo è approvare il nuovo regolamento, con l'obiettivo di svincolarsi, complice la sintonia ritrovata con gli Stati Uniti, dall’influenza di Pechino.
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