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Sassoli risponde alle sanzioni di Mosca e difende il parlamento europeo: "Pacatezza non è debolezza"

© AP Photo / Olivier MatthysDavid Sassoli, presidente del Parlamento europeo
David Sassoli, presidente del Parlamento europeo - Sputnik Italia, 1920, 03.05.2021
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Il presidente dell’Europarlamento David Sassoli commenta l'inserimento del suo nome nella lista pubblicata dal Ministero degli Esteri russo che vieta l'ingresso nella Federazione Russa ad 8 funzionari UE.
In un'ampia intervista a La Stampa Sassoli sottolinea che le sanzioni “non sono un fatto personale” ma sono destinate al Parlamento europeo, di cui la Russia ha sempre criticato la “politica estera debole”, ma “sbagliano a pensare che la pacatezza sia sinonimo di debolezza”.
Bruxelles risponderà “sempre” sostenendo “le regole dello stato di diritto e sulla base delle nostre leggi, ritenendo la diplomazia la via maestra per abbassare le tensioni”.
Sassoli ribadisce che l’Europa crede “nel dialogo” ma la risposta a Mosca “sarà adeguata”.

Il dialogo davanti a tutto

Per Sassoli, però, c’è sempre tempo per tornare indietro e riaprire un canale costruttivo di comunicazione.
“Spero che questa misura possa essere revocata e possa essermi consentito di andare a Mosca a parlare dei diritti fondamentali e delle libertà politiche. Credo che i cittadini di quel grande Paese se lo aspettino. E se lo meritino”, dice Sassoli.
Per Sassoli “il popolo russo merita rispetto e i suoi governanti non dovrebbero costringerlo a guardare all’Europa con diffidenza. Nessuno minaccia la Russia. Ma finora, alle iniziative europee, hanno sempre risposto gli atti di ostilità e le gravi ingerenze provocate dal Cremlino”.

La posizione della Russia

Mosca ha annunciato lo scorso 30 aprile che otto cittadini degli Stati membri dell'Unione Europea e rappresentanti dei suoi organi ufficiali, tra cui il presidente del Parlamento europeo David Sassoli, non sono autorizzati a entrare in Russia. 
Secondo il ministero degli Esteri russo, le misure sono state introdotte in risposta alla decisione dell'UE di vietare l'ingresso a sei cittadini russi nell'ambito del caso Navalny.
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