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Giornatà della Libertà di Stampa, Tranquillino: "In Italia preoccupati di Fedez, Julian dimenticato"

© Sputnik . Justin Griffiths-Williams / Vai alla galleria fotograficaSostenitori di Assange
Sostenitori di Assange - Sputnik Italia, 1920, 03.05.2021
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I sostenitori del fondatore di Wikileaks denunciano l'ipocrisia dei leader statunitensi e britannici e chiedono in tutto il mondo la liberazione del giornalista australiano perseguitato dalla giustizia per aver rivelato verità scomode.
In occasione della Giornata Mondiale della libertà di stampa attivisti e sostenitori di sostenitori di Julian Assange chiedono la liberazione del fondatore di Wikileaks, rinchiuso da due anni nel carcere di massima sicurezza di Londra.
Il giornalista australiano è perseguitato dalla giustizia Usa e rischia l'estrazione per aver rivelato alcuni crimini di guerra compiuti dall'esercito statunitense contro la popolazione civile in Iraq e Afghanistan. 
In Italia il Comitato per la Liberazione di Julian Assange ritiene che la libertà di stampa sia una chimera e chiede la liberazione del giornalista australiano.
"Confidiamo che la giustizia britannica così come ha negato l'estradizione di Julian Assange in primo grado, sappia orientarsi nell'emettere una sentenza di giustizia ed equanime diritti all'informazione per i popoli", ha detto Luigi Tranquillino, portavoce del Comitato, in una nota inviata a Sputnik Italia. 
"La stampa ha fatto calare il silenzio su Julian Assange. - prosegue il comunicato - In Italia ci si preoccupa della tentata censura Rai di un influencer ma su di Assange non viene detta neanche una parola, i giornalisti italiani si sono dimenticati di lui.
Assange è rimasto segretato per sette anni all'interno dell'ambasciata dell'Ecuardor a Londra e poi altri due nel terribile carcere di Belmarsh. Una volta Oliviero Beha aveva assimilato la categoria dei giornalisti italiani a quella dei camerieri, con tutto il rispetto per i camerieri. Noi - conclude - pensiamo che avesse ragione". 

Le proteste in Australia 

In Australia gli attivisti pro-Assange sono scesi in protesta a Sidney davanti alla sede di Channel7 per chiedere la liberazione del giornalista dopo lo stop all'estrazione. I manifestanti si sono presentati al presidio con cartelli e striscioni con la scritta "Free Assange". 
​Il deputato australiano Andrew Wilkie ha ribadito la richiesta di liberazione per il suo connazionale, sottolineando che "il giornalismo non è un crimine e nessuno dovrebbe essere punito per aver fatto la cosa giusta".

​Le richieste di liberazione da tutto il mondo

Negli Stati Uniti il Comitato per la Difesa di Julian Assange esorta a fare pressione sul presidente americano Joe Biden per far cadere le accuse nei confronti del fondatore di Wikileaks, sollevate dopo la pubblicazione delle prove dei crimini di guerra trapelate tramite l'informatore del Pentagono Chelsea Manning.
Intanto i sostenitori del giornalista australiano inondano i social con le richieste di liberazione, replicando a quei politici che celebrano la Giornata mondiale della libertà di stampa ma lasciano che il fondatore di Wikileaks sia perseguitato per aver rivelato delle verità scomode a Washington. 
Un utente di Twitter ha denunciato l'ipocrisia del Segretario di Stato americano Antony Blinken che ha pubblicato un tweet sulla libertà di stampa quando l'unica cosa che tiene imprigionato il giornalista australiano è la richiesta di estradizione presentata al tribunale di Londra dalla Casa Bianca. 
​Un simile commento è stato ricevuto dal ministro degli Esteri britannico Domenic Raab e dalla presidente della Commissione Europea Ursula Von der Leyen.
"Come potete celebrare la Giornata mondiale della libertà di stampa quando torturate Julian Assange per essere un bravo giornalista?", si legge in un tweet. 

​Il caso Assange

Julian Assange è il fondatore di Wikileaks ed è conosciuto in tutto il mondo dopo aver pubblicato le dei documenti classificati che smascheravano le azioni degli Stati Uniti durante le operazioni militari in Afghanistan e Iraq, tra cui l’uccisione di civili. Inoltre Assange ha pubblicato materiali sulle condizioni di reclusione nel campo di prigionia americano di Guantánamo, a Cuba.
Per il suo attivismo è ricercato dalla giustizia Usa con 18 accuse di cospirazione per hackerare computer del governo degli Stati Uniti e la pubblicazione di documenti militari riservati, compreso un video di un attacco con elicottero Apache del 2007 a Baghdad in cui sono state uccise una dozzina di persone, tra cui due giornalisti Reuters.
La persecuzione giudiziaria di Julian Assange si interrompe quando il cyber-attivista riceve l'asilo politico dal governo ecuadoriano, al tempo guidato dal presidente progressista Rafael Correa, all'interno della sede dell'ambasciata dell'Ecuador a Londra.
Il sostegno viene però a mancare dopo la svolta di Lenin Moreno, successore di Correa a Quito, che l'11 aprile 2019 revoca l'asilo politico ad Assange, immediatamente arrestato e condotto in carcere dalla polizia britannica in attesa del processo per l'estradizione, concluso oggi con la vittoria del fondatore di Wikileaks. 
Lo scorso gennaio la corte di Londra ha negato l'estradizione del giornalista negli Usa, dove rischia sino a 175 anni di carcere, ma Assange resta in prigione perché Washington ha impugnato la decisione del giudice britannico.
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