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M5S: quo vadis?

Logo del M5S - Sputnik Italia, 1920, 03.05.2021
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Giuseppe Conte all'assemblea dei gruppi parlamentari grillini ha dichiarato il suo impegno per riformare il Movimento. Cosa sta dietro queste parole, perché Conte vuole cambiare lo Statuto del Movimento e dove porteranno questi cambiamenti? Sputnik Italia lo ha chiesto al professor Roberto Biorcio.
Roberto Biorcio, docente di Scienza politica presso il Dipartimento di Sociologia e ricerca sociale dell'Università di Milano Bicocca, è uno di massimi esperti del Movimento 5 Stelle. Lo segue dalla fondazione e ha numerose pubblicazioni sull’argomento, come "Il Movimento 5 Stelle: dalla protesta al governo" (scritto con Paolo Natale, 2018), "Il populismo nella politica italiana" (2015), "Gli attivisti del Movimento 5 Stelle" (a cura di, 2015), "Politica a 5 stelle" (con Paolo Natale, 2013).
— Partiamo dall’inizio. Perché il Movimento stava perdendo tanti consensi?
— Nelle elezioni nazionali del 2018 il M5s aveva ottenuto quasi un terzo di voti espressi dagli italiani, raccogliendo buona parte delle proteste e della domanda di cambiamento della politica diffuse tra gli elettori. La scelta di formare un governo con la Lega si è però rivelata disastrosa per il M5s e molto vantaggiosa per il Carroccio. I voti per il movimento si sono quasi dimezzati nelle elezioni europee del 2019: una parte dei suoi elettori rifiutava l’alleanza con il partito di Salvini, mentre altri sceglievano invece di votarlo. 
La formazione della coalizione con il Pd e Leu per il secondo governo Conte ha frenato la diminuzione dei consensi elettorali, ma non ha risolto i problemi del M5s. I governi guidati d Giuseppe Conte hanno ottenuto una elevata fiducia dai cittadini, superiore rispetto a quella espressa per i leader dei partiti politici. Ma le intenzioni di voto per il Movimento non sono aumentate in modo significativo, L’impegno nelle politiche di governo costringe d’altra parte il Movimento a ripensare e ridefinire la propria identità.
— E quindi il Movimento ha fatto bene a nominare come leader l’ex-Premier Giuseppe Conte?
— Conte aveva assunto un ruolo importante per il M5s dall’inizio della legislatura, da quando era stato chiamato per guidare due governi. La crisi del suo secondo governo e la formazione del governo Draghi ha aperto una fase di discussioni interne al movimento. In questo contesto Grillo ha proposto a Conte di assumersi la leadership del M5s e di guidare il processo della sua rifondazione. Il patrimonio di consensi acquisito dell’ex premier può rappresentare una risorsa fondamentale per il futuro del M5s, che però deve impegnarsi in un progetto che prevede grandi cambiamenti.
— Perché Conte vuole riformare il Movimento e fare un nuovo Statuto?
— Il Movimento si è profondamente trasformato nella fase di partecipazione al governo, e sono emerse significative divergenze e contraddizioni interne. Nel momento di investitura del novo leader, Grillo ha messo perciò in evidenza la esigenza di riforma del M5s, definendone contenuti e limiti. Dopo l’incontro con il garante, Conte ha riaffermato le idee che dovranno guidare le politiche del movimento: ecologia, legalità, lotta alle disuguaglianze. Ma ha proposto cambiamenti molto importanti per la formazione politica fondata nel 2009 da Grillo e Casaleggio. A partire da una rielaborazione delle Carte dei valori e dello stesso statuto del Movimento. 
— Riuscirà Conte a mettere insieme “una organizzazione leggera" e "una struttura che ci aiuti a definire con chiarezza la linea politica" i. e. mix tra Movimento e Partito? Come sarebbe?
Enrico Letta, segretario del Partito Democratico - Sputnik Italia, 1920, 30.04.2021
Letta sogna un centrosinistra che si prende per mano con Conte e Elly Schlein
— Conte ha ribadito l’importanza della democrazia diretta per il Movimento, indipendentemente dalla piattaforma che potrà essere utilizzata per mantenere un rapporto fra gli iscritti e la leadership. Ma ha sottolineato la necessità di trasformare in modo significa l’organizzazione del M5s. Il nuovo statuto dovrà definire organi di direzione politica nazionali e locali, senza riprodurre il modello dei partiti tradizionali. La rete dei Meetup da cui era nato il movimento si è dissolta da tempo. Conte si propone di sostituirla con nuove forme organizzative distribuite sul territorio, aperte ed accoglienti rispetto alla società civile e alle sue reti associative. Le organizzazioni locali del M5s negli ultimi anni si sono notevolmente indebolite e si sono spesso isolate rispetto alle forze politiche e ai gruppi sociali attivi nei diversi contesti.
— Conte annuncia che “ci sarà un dipartimento che si occuperà a tempo pieno dei rapporti con partiti e forze politiche stranieri, che curerà scambi e condivisione di progetti con movimenti e forze culturali che sono in Europa e in giro per il mondo". Che posizionamento in Europa spetta al Movimento 5 Stelle? Chi prendono come esempio?
— Il Movimento 5 Selle ha avuto un ruolo importante nella votazione per la nomina di Ursula von der Leyen alla presidenza della Commissione europea. Ma i suoi rappresentanti non hanno ancora trovato un ruolo e una collocazione soddisfacente tra i gruppi presenti nel Parlamento europeo. Le proposte di partecipazione al gruppo dei Verdi europei e a quello dei socialdemocratici sono state per ora respinte.
— L’ex Premier annuncia di creazione di un “Centro di formazione permanente”. Come valuta questa iniziativa?
— Conte, in sintonia con Grillo ha in parte modificato le idee sulla rappresentanza nelle istituzioni fino ad ora seguite dal M5s. Se tutti i cittadini hanno le stesse possibilità di essere eletti (secondo la regola “una vale uno”) si mette in evidenza l'importanza delle competenze e delle capacità personali per gestire posizione di rilievo pubblico. Per questo motivo, viene avanzata la proposta di istituire un centro di formazione permanente per preparare i candidati a svolgere attività nelle istituzioni rappresentative e negli organi di governo locali o nazionali
— I rapporti di Conte con Casaleggio. Cosa può dire sull’argomento?
— Casaleggio ha nell'ultimo anno assunto posizioni sempre più critiche rispetto alle decisioni politiche del M5s e alle sue alleanze. In sintonia con Di Battista, si è proposto come difensore dei valori e delle idee originarie del movimento. Casaleggio ha utilizzato la rete gestita dalla associazione Rousseau per promuovere iniziative e incontri indipendenti da quelli del M5s, presentando anche un suo manifesto autonomo dal titolo ControVento. E’ perciò diventata inevitabile la rottura rispetto ai progetti di Giuseppe Conte, che cerca però di trovare un'intesa amichevole per risolvere il problema dei rimborsi delle spese e soprattutto per ottenere la lista degli iscritti al M5s. Casaleggio non appare disponibile ad accettare queste proposte, e offre il sostegno dell’associazione Rousseau e del Blog delle Stelle a tutte le liste civiche che si impegneranno per contrastare le liste del Movimento nelle prossime elezioni amministrative.
— Il Pd seguendo il M5S ha messo come suo leader un altro ex-Premier, Enrico Letta. Come saranno i rapporti tra Conte e Letta, e con M5S e PD?
— In molti incontri e occasioni, sia Conte che Letta hanno ribadito l'importanza e la necessità di conservare l'alleanza fra il M5S e il PD. Posizioni contrarie all’alleanza sono state espresse da alcuni deputati ex-renziani del Partito democratico e in generale, da tutti i principali media.
Giuseppe Conte incontra la stampa  - Sputnik Italia, 1920, 28.04.2021
Sondaggi elettorali, Lega prima ma il M5S di Conte agguanta secondo posto
L'alleanza fra il M5S e il PD può essere molto importante nella politica italiana non solo per creare una opposizione efficace alla coalizione di centrodestra ma anche per aggregare aree elettorali relativamente diverse. Il Partito Democratico ha un elettorato formato soprattutto da persone anziane e da impiegati, con livelli di istruzione tendenzialmente elevati e spesso residenti nelle grandi città. Il Movimento raccoglie invece molti più voti tra gli operai e i disoccupati, fra gli elettori più giovani e nei centri minori, soprattutto delle regioni meridionali. Rispetto all’autocollocazione politica, gli elettori del M5s si dividono tra coloro che si dichiarano di sinistra o centro-sinistra e coloro che non si riconoscono in questa dimensione. Gli elettori del Pd si collocano invece quasi sempre fra la sinistra e il centrosinistra.
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