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"Pronto scambio prigionieri tra Washington e Teheran". Ma Dipartimento di Stato smentisce

© REUTERS / KEVIN LAMARQUEIl portavoce del Dipartimento di Stato americano Ned Price
Il portavoce del Dipartimento di Stato americano Ned Price - Sputnik Italia, 1920, 02.05.2021
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Il portavoce del Dipartimento di Stato americano Ned Price ha affermato a Sputnik che le informazioni riportate dai media riguardo un accordo raggiunto tra USA ed Iran sullo scambio di prigionieri non corrispondono alla realtà.
Nel pomeriggio di oggi il canale televisivo al-Mayadeen ha riferito, citando fonti iraniane, che gli Stati Uniti e l'Iran avrebbero avuto l'intenzione di scambiarsi i loro cittadini detenuti nei rispettivi paesi.
Secondo quanto riportato, entrambe le parti avrebbero dovuto rilasciare quattro persone.
Il canale televisivo ha anche osservato che nell'ambito dell'accordo tra Washington e Teheran, gli USA sarebbero disposti a "sbloccare" sette miliardi di dollari dagli attivi iraniani congelati.
"Le notizie sulla stretta dell'accordo per lo scambio dei prigionieri non corrispondono alla realtà. Come avevamo già detto, noi solleviamo sempre la questione degli americani fermati o dispersi nell'Iran. Non ci fermeremo fino a quando non potremo farli riunire con le rispettive famiglie", ha dichiarato Price a Sputnik.
© Sputnik . Anton Bystrov / Vai alla galleria fotograficaDisegno sulle mura esterne dell'ex ambasciata degli Stati Uniti a Teheran
Disegno sulle mura esterne dell'ex ambasciata degli Stati Uniti a Teheran - Sputnik Italia, 1920, 18.05.2021
Disegno sulle mura esterne dell'ex ambasciata degli Stati Uniti a Teheran

Spiragli dalle trattative a Vienna

Ieri, il vice ministro degli Esteri dell'Iran Abbas Araghchi ha annunciato allentamento delle sanzioni internazionali nei confronti di Teheran.
In particolare alle trattative a Vienna, alle quali partecipano Iran, Cina, Francia, Germania, Russia e Regno Unito, è stato concordato di eliminare un numero di nomi e organizzazioni dalle liste delle sanzioni. In particolare, dovranno essere revocate sanzioni contro il settore energetico, l'industria automobilistica, i settori finanziario, bancario e assicurativo, nonché le infrastrutture portuali del Paese.
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