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Filiera Italia su calo prezzi e famiglie povere: "Effetto chiusure ristorazione, accelerare ripresa"

© Sputnik . Evgeny UtkinLa gente in un ristorante a Milano, Italia
La gente in un ristorante a Milano, Italia  - Sputnik Italia, 1920, 02.05.2021
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Il consigliere delegato di Filiera Italia si è espresso in merito al calo delle vendite alimentari e all'aumento della disuguaglianza fra famiglie italiane registrato in Italia nell'ultimo periodo, sintetizzando i dati rilevati da Banca D'Italia e da Istat.
"Il crollo delle vendite alimentari - fino a-6% per la grande distribuzione 2021 su 2020 - è espressione di una riduzione del potere di acquisto degli italiani sempre più preoccupati dal ritardo nell'uscita del nostro Paese dall’emergenza e va letto nella sua interezza", così Luigi Scordamaglia, consigliere delegato di Filiera Italia, commenta i dati riportati da Banca D'Italia e Istat sull'attuale situazione socio-economica italiana.
L'allarme lanciato da Banca D'Italia sulle crescenti disuguaglianze fra le famiglie italiane e la caduta dei prezzi dei beni alimentari che, secondo l'Istat, sono diminuiti passando da +1% a -0,3% sono, secondo Filiera Italia, frutto di una riduzione del potere di acquisto degli italiani causato dal persistere dell'emergenza sanitaria.

Filiera Italia: situazione causata da chiusura prolungata della ristorazione

Secondo quanto riferito da Filiera Italia in un comunicato stampa, questa situazione è preoccupante perché si rischia di avere un'inadeguata remunerazione dei prezzi a monte e un peggioramento del food social gap, la differenza quindi fra chi può permettersi cibo di alta qualità e chi è costretto a rivedere al ribasso le proprie scelte alimentari.
Tra le cause dell'attuale calo dei prezzi alimentari e dell'impoverimento delle famiglie è presente la prolungata chiusura della ristorazione, che necessita di una pronta e rapida ripresa.
"La pandemia ha influito in maniera diversa sulle famiglie italiane a seconda della tenuta del posto di lavoro e è evidente da questi ultimi dati che il settore agroalimentare sconti la prolungata chiusura della ristorazione. Siamo in una fase estremamente delicata, la fine delle misure di sostegno rende urgente riconsiderare, per i ristoranti che hanno attivato tutte le misure di sicurezza, la riapertura anche al chiuso a pranzo e cena già da metà maggio" sottolinea Scordamaglia.
© AFP 2021 / Andreas SolaroIl proprietario di un ristorante di Roma in attesa di clienti
Il proprietario di un ristorante di Roma in attesa di clienti - Sputnik Italia, 1920, 18.05.2021
Il proprietario di un ristorante di Roma in attesa di clienti

Settore della ristorazione in crisi, insufficienti le riaperture limitate

Le misure inserite nel decreto delle riaperture del 26 aprile non sono, secondo Filiera Italia, sufficienti a far ripartire un settore come quello della ristorazione. La richiesta è quella di far ripartire in toto le attività degli esercizi pubblici in modo tale da poter recuperare una percentuale più alta di attività.
"Parliamo di un settore, la ristorazione, che ha già perso 243mila posti di lavoro e che negli scorsi mesi ha visto una riduzione fino all’80% del proprio fatturato, e che oggi con le riaperture limitate all'esterno, e quindi ancora inadeguate, è ripartito con meno del 15% della propria attività" conclude Filiera Italia.
Ad aprile un'analisi di Coldiretti ha mostrato come, per la prima volta dall'inizio della pandemia, gli italiani sono arrivati ad effettuare tagli sulla spesa alimentare per le loro famiglie con un calo del 5,5%.
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