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Disturbi psichici in aumento, l’altra emergenza di cui nessuno parla

© Depositphotos / PressmasterUna ragazza va dallo psichiatra
Una ragazza va dallo psichiatra - Sputnik Italia, 1920, 02.05.2021
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Ansia, depressione e disagio sociale. La crisi legata al Covid ha provocato un’ondata di disturbi psichici, di cui i politici e i media parlano ben poco, ma che sono destinati a durare nel tempo. La figura dello psicologo e dello psichiatra dovrebbero essere fondamentali in questo periodo di crisi, ma la salute mentale viene sottovalutata.
Il Covid fin dal principio è stato associato ad una guerra, con tanto di bollettino giornaliero dei morti e coprifuoco. Il clima di incertezza e paura ha però provocato svariati disturbi psichici nella popolazione, di cui forse i decisori politici sottovalutano i rischi. Oggi come non mai vi è la necessità di incrementare la presenza sul territorio nazionale di specialisti in grado di trattare i disturbi psichici e di aiutare i cittadini che si sentono impauriti e soli.
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— Marco Lazzarotto Muratori, gli effetti psicologici della crisi legata al Covid sono destinati a durare a lungo?
— Sì, sono effetti che dureranno a lungo e questo a mio avviso è solo l’inizio. Chi fa il mio lavoro lo sa: stiamo assistendo ad un aumento grave di disturbi di ansia e di disturbi dell’umore come depressione, ma anche ansia sociale. Questo significa che non solo le persone hanno problemi di depressione in relazione agli aspetti economici di questa grossa crisi che ha colpito duramente le attività lavorative, ma hanno anche problemi di ansia sociale. Oggi è sempre più difficile poter ritornare a fare le cose che facevano prima. Al solo pensiero di ritrovarsi in mezzo ad altre persone improvvisamente molti cittadini si sentono in ansia. Le mascherine come oggetto sono entrate nei sogni delle persone. I miei pazienti in visita raccontando dei propri sogni mi parlano delle mascherine…
— Possiamo dire che associare il Covid alla guerra ha aumentato nelle persone la percezione del rischio?
— Lei tocca un nervo scoperto. Credo che fin dall’inizio si sia parlato del Covid come di una guerra. È stato scelto non a caso un lessico preciso che fa riferimento alla guerra: pensiamo alla parola “coprifuoco”, che ragione c’era di utilizzare proprio questa parola e non un’altra? Probabilmente la logica che ha fatto parlare di guerra, di coprifuoco è stata quella di incutere paura nelle persone nei confronti di questo virus, agevolando così il rispetto delle regole.
Questo tipo di modalità non tiene conto degli aspetti umani né degli aspetti psicologici. Come clinico non posso condividere una posizione di questo tipo, per quanto sia grave la situazione Covid si vanno a produrre effetti negativi a livello psichico nelle persone.
— Sia da parte del governo sia da parte dei media non si è sottovalutato secondo lei questo clima di incertezza e di paura?
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— Io penso proprio di sì. Noi che facciamo gli psichiatri, gli psicologi e gli psicoterapeuti, abbiamo visto incrementare in modo preoccupante il nostro lavoro in quest’ultimo anno. Tutti noi abbiamo assistito sistematicamente al silenzio da parte del governo e dei virologi in televisione nei confronti degli aspetti psicologici. Pochissimi organi di informazione hanno speso parole per sollevare il problema del disagio psichico che interessa il Paese.
A me sarebbe molto piaciuto vedere un politico, un presidente del consiglio, un ministro della salute parlare di depressione, di ansia, invece che parlare solo dei dati pandemici. Avrei voluto anche un po’di attenzione alla sfera psichica, per far sentire le persone meno sole.
— Visto il disagio psichico che vivono tantissime persone evidentemente servono anche più specialisti? Il sistema sanitario nazionale dovrebbe incrementare le risorse nel settore della psicologia e della psichiatria?
— In Italia c’è una forte carenza di psichiatri, in particolare negli ultimi due-tre anni. Si sono creati molti posti vacanti da chi è andato in pensione e non c’è sufficiente disponibilità di psichiatri per soddisfare il bisogno. La mia speranza è che con l’attuale governo Draghi la quota destinata alla sanità nel Recovery Fund venga realmente aumentata rispetto al precedente governo Conte. Mi auguro che questi soldi vengano destinati ad aumentare la possibilità di migliorare la sanità in generale.
Nel nostro Paese la sanità pubblica è stata distrutta negli anni precedenti. Ci siamo trovati impreparati, credo questo sia sotto gli occhi di tutti. L’emergenza psichica è ciò che mi tocca più da vicino, essendo una sfera che fa poco rumore non balza agli occhi come la salute fisica. La salute psichica però è importante allo stesso modo.
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