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Al cinema torna l'obbligo per uscita dei film in sala prima che in streaming, Anec: "Inaccettabile"

© Sputnik . Evgeny Odinokov / Vai alla galleria fotograficaProiettore in una sala del cinema
Proiettore in una sala del cinema - Sputnik Italia, 1920, 02.05.2021
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Con il nuovo decreto finestre firmato nella giornata di ieri dal ministro Franceschini, i film dovranno aspettare 30 giorni dall'uscita nelle sale prima di essere disponibili sulle piattaforme streaming. Forte la polemica arrivata da Anec, l'associazione che rappresenta il settore.
Il Ministro della cultura Dario Franceschini ha firmato il nuovo decreto finestre, il quale reintroduce l'obbligo di uscita in sala per i film che ricevono i contributi dallo Stato.
Con le nuove disposizioni del decreto le pellicole dovranno aspettare 30 giorni dalla proiezione al cinema per arrivare su piattaforme streaming e televisione.
"In questa fase di ripartenza delle attività è fondamentale sostenere le sale cinematografiche e allo stesso tempo riequilibrare le regole per evitare che il cinema italiano sia penalizzato rispetto a quello internazionale" ha affermato Franceschini.
​Le disposizioni del decreto saranno valide fino al 31 dicembre 2021. Quest'ultimo prevede inoltre la validità degli accordi siglati dagli operatori con le piattaforme antecedenti al 2 maggio 2021, in quanto a causa della chiusura delle sale in questo periodo era sospeso l'obbligo di uscita in sala come condizione per la distribuzione in piattaforma.

Inaccettabile per Anec la misura del Ministero, penalizzati i film italiani

L'Associazione Nazionale Esercenti Cinema (Anec) ha replicato la decisione del ministro della cultura con un comunicato stampa pubblicato sul proprio profilo Facebook.
"Gli esercenti stanno riaprendo le sale nonostante le difficoltà e i risultati arrivano, il pubblico risponde così come lo ha fatto a fine agosto e settembre con i film di richiamo che sono stati messi a disposizione. Il cinema italiano è il grande assente per la ripartenza, nonostante i continui proclami di numerose produzioni, attori e registi con prodotti pronti, ma l’urgenza, a quanto pare, è garantirne la tutela per i prossimi 8 mesi, consapevoli che probabilmente per i prossimi 3-4 mesi il numero di titoli italiani che approderà nelle sale sarà solo marginale" si legge nella nota di Anec.

Settore che nel 2021 ha perso 400milioni, inutile il decreto finestre

Sul decreto finestre si è espresso anche Mario Lorini, presidente di Anec, affermando che il 2021 per il settore del cinema ha registrato una perdita superiore ai 400 milioni di euro senza stanziamenti o campagne promozionali di rilancio.
"Con queste criticità, che minano la riapertura strutturata dei cinema, si ritiene che l’aiuto alle sale passi dalla urgenza di definire la finestra di 30 giorni al cinema italiano per i prossimi otto mesi? In un momento così delicato non può essere ignorata la priorità della misura e impone profonde riflessioni sulla considerazione dichiarata, in questi mesi di chiusura, ma che alla resa dei fatti fatica a trovare fondamento. Ritenevo aperto un confronto vero, un dialogo costruttivo nell’interesse di tutti. Probabilmente mi sbagliavo" ha commentato Lorini.
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