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Covid India, tamponi falsi da 30 dollari per arrivare in Italia

© SputnikAereo Alitalia in decollo dall'Aeroporto "Leonardo da Vinci" di Roma.
Aereo Alitalia in decollo dall'Aeroporto Leonardo da Vinci di Roma. - Sputnik Italia, 1920, 01.05.2021
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Alcuni dei passeggeri positivi arrivati dall'India all'aeroporto di Fiumicino hanno ammesso di aver pagato 30 dollari un falso certificato di negatività per imbarcarsi sull'aereo per l'Italia.
Hanno aggirato i controlli pagando l'equivalente di 20-30 dollari per un falso certificato di negatività al Covid-19 rilasciato dai laboratori in India. In questo modo i passeggeri positivi riescono ad imbarcarsi sull'aereo e a raggiungere l'Italia. Lo si apprende da un'inchiesta pubblicata dal Messaggero che ha raccolto le testimonianze di medici e personale sanitario impiegato per effettuare i tamponi all'aeroporto di Fiumicino.
Nell'ultimo volo proveniente dall'India il 9% dei 223 passeggeri a bordo è risultato positivo ai test rapidi effettuati all'arrivo nello scalo romano. Tutti avevano un certificato di negatività al coronavirus. Ma alcuni hanno ammesso ai medici e ai funzionari della regione di aver pagato per un certificato fasullo che gli permettesse di tornare in Italia. 
"Il tampone non l'ho fatto, ma ho pagato per farmi rilasciare un falso certificato col timbro", ha raccontato uno dei passeggeri, secondo quanto riportato dal Messaggero. 
I passeggeri positivi avrebbero pagato circa 30 euro per il finto tampone rilasciato 48 ore prima dalla partenza, secondo quanto prevedono le regole italiane. Le autorità indiane sono a conoscenza del fenomeno del mercato nero dei falsi certificati e hanno provveduto alla chiusura di diversi laboratori. 
L'episodio riporta alla scorsa estate quando arrivavano in Italia con le stesse modalità i passeggeri di voli dal Bangladesh. Come allora, i provvedimenti presi dal ministero della Salute non consentono di fermare la diffusione del virus, perché prevedono l'isolamento fiduciario di 14 giorni per chi è arrivato in Italia prima del blocco dei voli diretti.
Su tutte le furie l'assessore alla Sanità del Lazio, Alessio D'Amato, che chiede un sistema di controlli del tutto differente.  
"E' proprio il sistema che non funziona in teoria l'ordinanza dice a chi in precedenza, negli ultimi 14 giorni, era arrivato dall'India in Italia di mettersi in isolamento domiciliare. Bene, noi in provincia di Latina tra la comunità di lavoratori indiani abbiamo trovato 80 positivi su 550 tamponi. Diversi erano tornati di recente dal loro paese. Solo l'aiuto della comunità sikh ci ha permesso di rintracciarli. Davvero pensiamo che un lavoratore tornato dall'India legge l'ordinanza e di sua iniziativa decide di isolarsi? Servire un sistema del tutto diverso, bisogna recuperare le liste dei passeggeri tornati dall'India, dal Bangladesh e dallo Sri Lanka, e inviarle alle varie Asl", tuona l'assessore interpellato dal Messaggero. 
Il ministro Speranza il 25 aprile ha bloccato con un'ordinanza i voli diretti dall'India permettendo il rientro in Italia ai soli cittadini italiani. 
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