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Covid-19, preoccupazione globale per la variante indiana

© AP Photo / Anupam NathМальчики смотрят в окно поезда на железнодорожной станции в Гаухати, Индия
Мальчики смотрят в окно поезда на железнодорожной станции в Гаухати, Индия - Sputnik Italia, 1920, 01.05.2021
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La variante indiata a doppia mutazione del coronavirus si è diffusa in soli due mesi in diversi Paesi del mondo. Alcuni casi sono stati rinvenuti anche in Italia. Gli scienziati temono una maggiore trasmissibilità.
Dallo scorso 21 aprile in India i casi di Covid-19 non scendono sotto la soglia di 300 mila positivi al giorno. Gli scienziati temono che l'esplosione dei contagi sia dovuta dalla variante del virus Sars-Cov-2 rilevata per la prima volta nel gigante asiatico. 

Qual è la variante indiana?

Denominata B.1.617 e segnalata finora in circa 21 paesi, la variante indiana sta destando preoccupazione in tutto il mondo. L'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha affermato che il nuovo ceppo è stato identificato per la prima volta in India lo scorso dicembre, ma il primo caso risale all'ottobre 2020.
Il virologo indiano Dr Radha Kanta Ratho, professore presso il Post-Graduate Institute of Medical Education and Research di Chandigarh, ha detto a Sputnik che la variante indiana "consiste in due mutazioni sulla proteina spike del virus che permette a un virus di entrare il corpo per infettarlo". Ha spiegato che sono necessarie ulteriori ricerche perché "i dati sono scarsi al momento e presto verranno documentati ulteriori dettagli sul comportamento di questa variante". 
B.1.617 è stato rilevato in circa 220 dei 361 campioni COVID-19 raccolti tra gennaio e marzo nello stato indiano del Maharashtra. 
© REUTERS / DANISH SIDDIQUIMalati di COVID-19 ricoverati nelle terapie intensive dell'ospedale Sacra Famiglia di Nuova Delhi in India
Malati di COVID-19 ricoverati nelle terapie intensive dell'ospedale Sacra Famiglia di Nuova Delhi in India - Sputnik Italia, 1920, 18.05.2021
Malati di COVID-19 ricoverati nelle terapie intensive dell'ospedale Sacra Famiglia di Nuova Delhi in India
L'Oms lo ha classificato "variante di interesse", il che vuol dire che si ritiene possa essere più trasmissibile e causare sintomi più gravi. Le altre varianti britannica, brasiliana e sudafricana state classificate dall'OMS come "varianti di preoccupazione" perché rappresentano una minaccia maggiore per gli infetti. 

Preoccupazione globale

Dalla fine di febbraio, nel Regno Unito sono stati identificati 103 casi B.1.617. Giovedì, la Francia ha registrato i suoi primi casi di variante indiana: tre persone che hanno viaggiato dall'India sono state infettate.
In Italia sono stati identificati due casi in Veneto mentre a Latina ci sono state alcune segnalazioni all'interno della comunità Sich, rivelatesi poi negativi alla variante. Lo scorso 25 aprile il ministro ha firmato un'ordinanza di divieto di ingresso nel Paese per chi proviene dall'India.  
Altri casi sono stati rinvenuti in Germania, Belgio, Svizzera, Stati Uniti, Australia e Singapore.

Variante indiana dietro la seconda ondata letale di Covid-19?

Da metà aprile l'India è flagellata da una nuova ondata di contagi record sopra i 300 mila positivi al giorno, con il picco mondiale segnato questo venerdì di 386.452 nuove infezioni. Anche il bilancio delle vittime è balzato ai livelli più alti dall'inizio della pandemia, con 3498 morti nelle ultime 24 ore. 
Gli scienziati stanno ancora studiando se la variante indiana sia più trasmissibile e se sia responsabile della nuova e più letale ondata di pandemia che ha investito il Paese. 
"Non possiamo ancora affermare in modo definitivo che la variante indiana sia responsabile della nuova ondata. Altri fattori, come festival e manifestazioni, potrebbero aver favorito la diffusione", ha detto il dottor Kanta Ratho. 

​Variante indiana ed efficacia dei vaccini

Nessuno studio indica che la variante indiana non possa essere neutralizzata dai vaccini disponibili nel Paese.  
L'India ha iniziato la sua campagna di vaccini a gennaio e finora sono state somministrate più di 150 milioni di dosi, secondo i dati del governo. Solo 25,8 milioni hanno ricevuto una seconda dose.
L'India sta usando Covaxin di Bharat Biotech e il vaccino AstraZeneca, conosciuto localmente come Covishield, prodotto dal Serum Institute of India. 
"A partire da ora crediamo che i vaccini dati per COVID-19 saranno efficaci anche per la variante indiana", ha aggiunto il dottor Kanta Ratho. 
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