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Cgia: 1 maggio triste per i lavoratori autonomi, con il Covid perse 345.000 partite Iva

© Foto : Evgeny UtkinI negozi a Milano
I negozi a Milano  - Sputnik Italia, 1920, 01.05.2021
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Tra febbraio 2020 e marzo 2021 l'occupazione tra il popolo delle partite Iva è scesa del 6,6%. Ma se negli ultimi 13 mesi la situazione è stata molto pesante, nei prossimi dovrebbe migliorare, secondo la Cgia.
Tra febbraio 2020 e lo scorso mese di marzo l’occupazione tra il cosiddetto popolo delle partite Iva è scesa di 345 mila unità, pari a una contrazione del 6,6 per cento, secondo l’Ufficio studi della Cgia.
Nell’anno della pandemia tanti artigiani, esercenti, piccoli commercianti, liberi professionisti e lavoratori autonomi non ce l'hanno fatta e sono stati costretti a gettare definitivamente la spugna. A marzo di quest'anno il numero complessivo dei lavoratori indipendenti presenti in Italia si è attestato a quota 4.893.000.

Situazione dovrebbe migliorare, ma 292.000 aziende in seria difficoltà

Se negli 13 mesi la situazione è stata molto pesante, nei prossimi la situazione dovrebbe migliorare, ha sottolineato la Cgia, ricordando però che, secondo una recente indagine dell'Istat, sono 292 mila le aziende che si trovano in una situazione di seria difficoltà.
Si tratta di attività che danno lavoro a 1,9 milioni di addetti e producono un valore aggiunto che sfiora i 63 miliardi di euro. "Stiamo parlando di micro attività che, pesantemente colpite dall'emergenza sanitaria, non hanno adottato alcuna strategia di risposta alla crisi e, conseguentemente, corrono il pericolo di abbassare definitivamente la saracinesca", ha sottolineato la Cgia in una nota.
I settori produttivi più interessati da queste 292 mila attività sono il tessile, l'abbigliamento, la stampa, i mobili e l'edilizia. Nel settore dei servizi, invece, si distinguono le difficoltà della ristorazione, degli alloggi/alberghi, del commercio dell'auto e altri comparti come il commercio al dettaglio, il noleggio, i viaggi, il gioco e lo sport.

Molti lavoratori a rischio con sblocco licenziamenti

Per la Cgia è evidente che non tutti questi operatori economici hanno chiuso o chiuderanno definitivamente i battenti nei prossimi mesi, tuttavia con lo sblocco dei licenziamenti previsto nel prossimo autunno, molti degli addetti di queste piccole attività rischiano di trovarsi senza un'occupazione regolare.
"Più in generale segnaliamo che tra febbraio 2020 e il marzo di quest'anno abbiamo perso poco meno di 900 mila occupati. Un dato drammatico se consideriamo che con i 248 miliardi di euro di investimenti previsti con il Next Generation EU, al termine della spesa, ovvero nel 2026, in Italia sono previsti 'solo' 750 mila nuovi posti di lavoro", ha evidenziato la Cgia.



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