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Rt sopra 1 in 3 regioni, terapia intensiva oltre soglia critica in 8

© Sputnik . Danilo Garcia di Meo / Vai alla galleria fotograficaMisurazione della temperatura
Misurazione della temperatura - Sputnik Italia, 1920, 30.04.2021
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Una recente risalita dell'indice di contagio nazionale Rt sta mettendo in allerta gli esperti, nonostante la situazione generale dell'Italia stia migliorando, salvo alcune eccezioni regionali.
In una bozza del report del monitoraggio dell'Istituto superiore di Sanità e del ministero della Salute, in tre regioni italiane, Basilicata, Campania e Sicilia, l'indice di contagio Rt puntuale è maggiore di 1. I dati si riferiscono alla settimana dal 19 al 25 aprile, come ha riportato Adnkronos.
In Campania e Sicilia, inoltre, gli esperti ritengono che possa verificarsi uno scenario di trasmissibilità compatibile a un Rt2.
L'Rt nazionale è complessivamente aumentato a 0,85 rispetto allo 0,81 della settimana scorsa. Stando alle direttive sanitarie, è necessario cercare di mantenere questo indice d'infezione sotto 1, e nel caso questa soglia venga superata i governi possono imporre nuove restrizioni. 
"Si osserva un miglioramento generale del rischio, con nessuna Regione a rischio alto. 11 regioni e province autonome hanno una classificazione di rischio moderato: Calabria, Emilia-Romagna, Lazio, Lombardia, Marche, Piemonte, Bolzano, Puglia, Sicilia, Toscana e Veneto. 10 regioni sono a rischio basso: Abruzzo, Basilicata, Campania, Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Molise, Trento, Sardegna, Umbria e Valle d'Aosta", è quanto si legge nella bozza del report.
Covid 19 in Italia - Sputnik Italia, 1920, 30.04.2021
Risale lievemente l’indice di contagio nazionale a 0,85: era 0,81
In 8 regioni e provincie autonome (meno delle 12 della settimana scorsa) il tasso di occupazione in terapia intensiva o nelle aree mediche è sopra la soglia critica.
L'occupazione in terapia intensiva nazionale è equivalente alla soglia critica del 30%, con una diminuzione delle persone ricoverate da 3.151 a 2.748 in una settimana, mentre l'occupazione delle aree mediche è ulteriormente sceso al di sotto (32%), passando da 23.255 pazienti a 20.312.
Sempre nel report, si denota la prevalenza di un variante del virus in Italia caratterizzata da una maggiore virulenza e trasmissibilità, richiedente quindi ancora molta cautela e un'attenta gestione dell'epidemia e delle misure di contenimento.
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