Registrazione avvenuta con successo!
Per favore, clicca sul link trasmesso nel messaggio inviato a

Casarini ora grida al complotto: "Così i servizi segreti volevano togliere di mezzo le Ong"

© AP Photo / Olmo CalvoMigranti a bordo della Alex
Migranti a bordo della Alex - Sputnik Italia, 1920, 30.04.2021
Seguici su
Il capomissione della nave Mare Jonio dell'Ong di Mediterranea Saving Humans accusa i servizi segreti di aver messo in atto una strategia per "fare fuori le Ong". E chiede di istituire una commissione di inchiesta sui rapporti tra l'Italia e la Guardia Costiera libica.
Un complotto ad opera dei servizi segreti italiani per “togliere di mezzo le Ong”. È quanto denuncia all’Adnkronos, Luca Casarini, attivista dei centri sociali e No Global che ora guida la missione della nave Mare Jonio della Ong Mediterranea Saving Humans.
Una situazione che paragona alle “stragi o ai rapporti tra Stato e mafia”. “Una delle pagine più nere, criminali e vergognose della storia della Repubblica", attacca il volontario, indagato a marzo dalla procura di Ragusa con l’accusa di aver caricato 27 migranti dalla nave danese Maersk Etienne in cambio di un corrispettivo in denaro.
Per Casarini, che fa riferimento ad alcuni reportage giornalistici apparsi su Internazionale e Domani, ci sarebbe stata una “azione coordinata, che aveva come obiettivo 'togliere di mezzo le Ong' e che ha visto la partecipazione di esponenti, tuttora in servizio, dei servizi segreti, che avevano il compito di 'costruire le prove'”.
“Inoltre, - aggiunge con riferimento alle stesse inchieste - si descrive, sempre attraverso fonti documentali e circostanziate, che l'Italia ha sempre saputo di collaborare con criminali libici accusati di efferati delitti, per creare un sistema atto a fermare in ogni modo, anche con la morte, persone migranti e profughi in fuga da orrore e violenze”.
Per l’attivista, insomma, non esisterebbe nessuna “guardia costiera libica” e “zona Sar libica”. “Sono pure invenzioni per coprire le gravissime violazioni dei diritti umani", dice il capomissione di Mediterranea all’Adnkronos.
“L'accanimento giudiziario e poliziesco contro le Ong del soccorso in mare” è “stato pianificato negli uffici della superprocura antimafia, la Dna, che ha anche coordinato l'attività in questo senso di cinque Procure siciliane", incalza ancora Casarini, che chiede sia aperta un’inchiesta per fare luce sul “patto Italia-Libia” e auspica sia istituita una commissione di inchiesta in Parlamento.

L'inchiesta sui soldi per salvare i migranti

Lo scorso mese di marzo proprio l’attivista di sinistra era stato accusato dalla procura iblea di aver preso a bordo della Mare Jonio 27 migranti dalla nave danese Maersk Etienne, in cambio di 125mila euro.
Per Casarini si sarebbe trattato di una “donazione” tramite “convenzione tra due società armatrici”. Insomma, come spiegava ilGiornale.it, la nave avrebbe versato la somma alla Idra Social Shipping come “rimborso per le spese sostenute per l'accoglienza dei migranti”.
Notizie
0
Prima i più recentiPrima i più vecchi
loader
LIVE
Заголовок открываемого материала
Per partecipare alla discussione
accedi o registrati
loader
Chats
Заголовок открываемого материала