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Bergamin si costituisce dopo arresti brigatisti in Francia, ma è polemica

© Sputnik . Oxana BobrovichPolizia francese
Polizia francese - Sputnik Italia, 1920, 29.04.2021
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Mentre l'iter legale procede per i terroristi italiani arrestati ieri in Francia, e uno degli irreperibili si costituisce, monta la polemica per ciò che si sarebbe potuto fare 40 anni e non si fece.
Si è costituito Luigi Bergamin, uno dei tre irreperibili sfuggiti agli arresti di terroristi italiani rifugiati in Francia da 40 anni, avvenuti ieri nella città di Parigi.
Bergamin si è presentato al palazzo di Giustizia di Parigi con il suo avvocato, riporta RaiNews. Mancano ora all’appello Di Marzio e Ventura.
Per i 7 arrestati di ieri, oggi è prevista la prima udienza, si tratta di Marina Petrella, oberta Capelli, Sergio Tornaghi, Enzo Calvitti e Giovanni Alimonti appartenenti alle brigate rosse; Giorgio Pietrostefani tra i fondatori di lotta continua e Narciso Manenti dei nuclei armati contro il potere territoriale.
Ci vorranno tuttavia almeno due o tre anni prima che possano essere effettivamente estradati in Italia.

Andavano estradati 40 anni fa

Un agente di polizia in Francia - Sputnik Italia, 1920, 28.04.2021
Arresti di brigate rosse in Francia, tre sono in fuga
Intanto è polemica per una azione politica e diplomatica che è giunta in ritardo da parte dell’Italia.
Secondo il giudice Ferdinando Pomarici, che chiese 22 anni di carcere per gli assassini del commissario di polizia Luigi Calabresi, si tratta di una azione tardiva e questo perché “così come prevede la Costituzione: ora gli arrestati, se sapranno dimostrare di aver cambiato vita, potranno accedere ai benefici che il giudice di sorveglianza vorrà concedergli”, riferisce al quotidiano La Stampa.
E sulla cosiddetta dottrina Mitterand, Pomarici afferma:
“La dottrina Mitterand in questa storia non c'entra nulla perché il suo presupposto era che per rimanere in Francia non bisognava aver commesso fatti di sangue. Invece quelli arrestati ieri erano tutti stati condannati per omicidio. E dunque avrebbero potuto essere tranquillamente estradati 40anni fa”.
Secondo il magistrato in pensione Pomarici, le responsabilità vanno ricercate nella classe politica di quei tempi e negli intellettuali di questo paese.
“Per comodità, per pigrizia, per quieto vivere. Per non dover affrontare i giornalisti, per un'ipocrisia di fondo della classe politica e degli intellettuali di questo paese”.
Secondo l’ex magistrato Pomarici, quindi, “chi avrebbe dovuto procedere non ha voluto affrontare il problema. Certo, si sarebbe esposto a polemiche, dovendosi assumere le proprie responsabilità . Si preferì non farlo. Oggi che l'aria è cambiata, scopriamo che ci sono persone che hanno commesso omicidi e che da 40 anni erano in libertà”.
“Lo Stato non doveva rinunciare all’aspetto punitivo e risarcitorio, è l’unico modo per onorare le vittime”, conclude Pomarici.
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