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La dad? Bocciata da sei studenti su dieci

© Sputnik . Evgeny UtkinManifestazioni in tutta Italia per chiedere il ritorno di bambini e ragazzi alla scuola in presenza
Manifestazioni in tutta Italia per chiedere il ritorno di bambini e ragazzi alla scuola in presenza - Sputnik Italia, 1920, 28.04.2021
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Secondo un sondaggio del portale Skuola.net sei studenti su dieci bocciano la didattica a distanza: troppe distrazioni in casa, problemi di connessione e docenti impreparati.
Problemi di connessione, scarsa preparazione dei docenti, distrazione e rischio di isolamento per i soggetti più fragili. Per sei studenti su dieci la didattica a distanza non supera la sufficienza. Lo rivela un sondaggio del portale Skuola.net in collaborazione con l’associazione Di.Te. (Dipendenze tecnologiche, Gap, cyberbullismo), condotto su un campione di 10mila studenti tra gli 11 e i 19 anni.
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Una delle conseguenze più importanti secondo i ragazzi è stato il “calo del rendimento scolastico”, che con la dad è peggiorato quasi nel 30 per cento dei casi.
Inoltre per quasi uno studente su due (il 48,6% degli intervistati), seguire le lezioni da remoto ha significato una perdita della “motivazione”. Colpa, dicono i giovani studenti, anche dei docenti, che in qualche caso non hanno dimestichezza con la tecnologia.
Soltanto una piccola percentuale degli alunni, il 9,1 per cento, ha avuto a che fare con insegnanti preparati a catturare l’attenzione anche da dietro uno schermo.
Seguire le lezioni da casa, infatti, significa anche avere molte più distrazioni. Non solo quelle a cui cedono gli stessi studenti, come lo smartphone e le app di messaggistica – più di uno studente su due le ha usate durante le lezioni-, ma anche le interruzioni da parte di altri familiari, considerando che un’ampia fetta dei ragazzi non ha uno spazio dedicato per seguire le lezioni.
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Senza contare i problemi di connessione, che nel 32,3 per cento dei casi si sono verificati spesso. Insomma, ci vuole anche una buona dose di fortuna per far sì che l’apprendimento con la didattica a distanza sia davvero efficace. Non è un caso, quindi, che molti ragazzi abbiano registrato un peggioramento nel profitto durante l’ultimo anno.
“I danni che stanno subendo i giovani nella loro crescita sono profondi e non vanno ignorati”, ha commentato il direttore di Skuola.net, Daniele Grassucci, citato dall’Agi, plaudendo alla decisione del governo di consentire un progressivo rientro in aula degli studenti.
Tra questi ci sono anche problemi legati alle dipendenze o al cyberbullismo. Il 18 per cento ha iniziato a fare uso di alcol e a fumare (il 12 per cento), mentre un 9 per cento si è addirittura avvicinato alle sostanze stupefacenti. Chi ne faceva già uso ha confessato di averne incrementato il consumo.
L’isolamento domestico ha influito anche sulle abitudini alimentari e sui ritmi sonno-veglia: uno studente su due dice di aver aumentato il consumo di cibo mentre altri hanno notato alterazioni del sonno, dormendo di più o di meno a seconda dei casi. In tantissimi, inoltre, durante i mesi di lockdown e zona rossa, non hanno praticato sport.
L’11 per cento dei ragazzi infine, quelli più fragili, hanno subito atti di cyber bullismo e di conseguenza si sono chiusi ancora di più in sé stessi. Soprattutto per loro, tornare tra i banchi rappresenterà una vera e propria sfida.