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Alitalia, lavoratori in piazza Montecitorio: “Caro Draghi, noi non ci fermiamo” - Foto, Video

© Foto : Fornita dal sindacato CubTensioni con la polizia durante la manifestazione dei lavoratori Alitalia a Roma
Tensioni con la polizia durante la manifestazione dei lavoratori Alitalia a Roma - Sputnik Italia, 1920, 28.04.2021
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Il personale di Alitalia ha protestato in piazza a Roma per salvare la compagnia di bandiera da un piano che potrebbe portarla allo smembramento e liquidazione. Alcuni momenti di tensione durante il corte dei lavoratori per raggiungere Montecitorio.
Con il passaggio alla Newco Ita la compagnia Alitalia viene dimezzata di nome e di fatto. Il ridimensionamento della flotta in nome della discontinuità, fortemente richiesta dall’Europa, fa temere per la continuità occupazionale degli 11 mila dipendenti. I lavoratori in mobilitazione hanno manifestato oggi a Roma per “salvare la compagnia di bandiera”, si legge in un comunicato del sindacato Cub.
“Noi vogliamo una grande Alitalia, unica e pubblica”, la richiesta dei circa 700 lavoratori durante la manifestazione in piazza San Silvestro, a 100 metri da Montecitorio. La mobilitazione ha avuto l’adesione di Atithec Napoli, Tirrenia, Ferrovieri, arcelor, Piombino Arvedi, portuali di Livorno e la presenza di Riccardo Cristello il lavoratore di Arcelor Mittal licenziato per un post di face book, arrivato da Taranto per portare la sua solidarietà ai lavoratori che come lui rischiano il posto.
Ai politici chiedono “da che parte state, se dalla parte dei lavoratori o dalla parte delle banche e delle multinazionali”, domanda un manifestante al megafono. Le loro rivendicazioni le hanno portate fino a Piazza Montecitorio, che gli è stata inizialmente negata.
“Noi chiediamo il rilancio, la piena occupazione, l’integrità della compagnia di bandiera, che deve essere mantenuta unica e pubblica”, spiega Antonio Amoroso, della segreteria nazionale CUB, interpellato telefonicamente da Sputnik Italia.

La “distrutturazione” della compagnia nazionale di volo

Per Amoroso il piano del governo è stato preparato in piena pandemia da “azzeccagarbugli”, senza idee chiare per il rilancio ma con un unico obiettivo: “quello di preparare Alitalia alla vendita, creando ulteriore disoccupazione”. È la realizzazione del piano dell’ex ministro Calenda, interrotto prima dalla bocciatura del referendum dei lavoratori e poi dall’emergenza Covid-19, dice a Sputnik Italia.
“Siamo di fronte ad un progetto che a fronte di una spesa pubblica enorme da tre miliardi di euro prevede licenziamenti, ridimensionamento e smembramento della compagnia di bandiera. Un piano che noi riteniamo fallimentare”, ha affermato.
Tensioni con la polizia durante la manifestazione dei lavoratori Alitalia a Roma - Sputnik Italia, 1920, 28.04.2021
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Un copione già andato in scena con i salvataggi precedenti. Quelle che Amoroso definisce “distrutturazioni”, le ristrutturazioni avvenute prima con i capitani coraggiosi e poi con Etihad, “portarono ad un drastico ridimensionamento della flotta e dei posti di lavoro incapaci di riportare a galla e rilanciare la compagnia”.
Dall’altro lato la Ue, con la richiesta di forte discontinuità penalizza Alitalia rispetto alle altre grandi compagnie europee, come Lufhtansa e Airfrance, e alle low cost, che al contrario stanno rafforzando la propria flotta in previsione di una ripresa del traffico aereo. I due punti che agli occhi del sindacalista Cub appaiono come vessazioni sono l’esiguità dei ristori e la dismissione del nome Alitalia.
“Se Alitalia nel 2020 ha perso un miliardo di euro per la pandemia di Covid perché vengono dati 295 milioni con il contagocce? Punto numero due, perché la discontinuità richiesta dall’Europa deve mettere in discussione addirittura l’utilizzo del logo e del nome. Mi sembrano richieste vessatorie finalizzate al crollo sul mercato. Un biglietto di Alitalia viene acquistato, ma un biglietto di Ita chi lo comprerebbe?“, si domanda Amoroso.
La mancata erogazione dei ristori utilizzati per i salari dei dipendenti, sta causando ritardi nella liquidazione delle buste paga. I dipendenti Alitalia sono scesi oggi in piazza anche per chiedere di ricevere con regolarità quanto è loro dovuto per il lavoro svolto.
© Foto : CUB TRASPORTILa manifestazione dei lavoratori Alitalia a Roma
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Le rivendicazioni dei lavoratori

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Hanno aderito alla manifestazione anche i lavoratori del settore metallurgico, acciaierie e portuali. Presenti le sigle sindacali Usb e Cub, assenti invece i sindacati confederati Cgil, Cisl e Uil. Ad aprire gli interventi in piazza San Silvestro è stato Riccardo Cristello, il dipendente ArcelorMittal di Taranto licenziato per un post su Facebook, che aveva già annunciato in una precedente intervista a Sputnik Italia la sua presenza a fianco dei lavoratori Alitalia.

“Sono qui in solidarietà con voi, come voi avete fatto con me. Senza il lavoro si perde la dignità, l’uomo ha bisogno di lavorare e il primo articolo della Costituzione lo garantisce come diritto”, ha dichiarato Cristello.
“Noi non chiediamo e non vogliamo privilegi, noi possiamo dimostrare che Alitalia può sopravvivere e rilanciarsi da sola e che esiste un’alternativa e siamo qui per testimoniarlo. Perché non si apre una commissione d’inchiesta per capire dove sono finiti i miliardi di Alitalia? Giornalisti d’assalto dove siete, date voce ai lavoratori”, ha detto il comandante Franco Zorzo di Navaid-Naca Piloti AZ, prendendo parola. “I lavoratori non vogliono contributi ma lo stipendio per il lavoro che fanno”, ha aggiunto.
I lavoratori ritengono che Alitalia non sia un carrozzone, come viene definita comunemente, ma un’azienda produttiva e affermano di essere pronti a partire. Al presidio era presente il senatore Gregorio De Falco che ha esortato i manifestanti a proseguire con unità e determinazione.
“Il parlamento è esautorato” dalla risoluzione delle crisi industriali e il singolo “parlamentare non può rappresentare nessuno. Voi dovete andare avanti uniti come in questa piazza per la dignità del lavoro”, ha dichiarato.
Nel frattempo il segretario del Partito Comunista, Marco Rizzo, durante un intervento ha detto che “multinazionali e gruppi di potere vogliono approfittare della crisi economica sopravvissuta alla crisi sanitaria per ridurre ancora di più i diritti dei lavoratori italiani. Molte volte abbiamo detto che se passano su Alitalia, passano dappertutto”.

Il presidio a Montecitorio

Intonando l’Inno d’Italia i manifestanti hanno raggiunto Piazza Montecitorio, dopo aver superato un cordone di polizia che aveva bloccato l’area. Dopo alcuni momenti di tensione, l’intervento degli onorevoli Pino Cabras e Stefano Fassina, presenti alla manifestazione, ha permesso di ottenere la piazza per un breve sit in.
“Oggi per noi è una bella giornata perché noi oggi diciamo: noi non ci fermiamo. Caro Draghi noi non ci fermiamo finché l’ultimo lavoratore Alitalia non sarà dentro a lavorare con noi”, hanno detto i lavoratori.
L’ipotesi lanciata a conclusione della giornata è quella di una manifestazione unitaria di tutti i lavoratori dei settori industriali strategici da fare entro giugno. La mobilitazione continua.
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