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La variante indiana ora fa paura: ecco perché è più contagiosa e come reagisce al vaccino

© REUTERS / Adnan AbidiВид сверху на горящие погребальные костры во время массовой кремации в крематории в Нью-Дели, Индия
Вид сверху на горящие погребальные костры во время массовой кремации в крематории в Нью-Дели, Индия - Sputnik Italia, 1920, 27.04.2021
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Nonostante il blocco dei voli dall'India deciso dal ministro Speranza la variante indiana è già arrivata in Italia. Ecco quali sono i sintomi e perché potrebbe sfuggire agli anticorpi.
I riflettori sono puntati sulla cittadina di Villaverla in Veneto, dove una famiglia tornata dal pellegrinaggio di Kumbh Mela è risultata positiva alla variante indiana del virus, e sulla provincia di Latina, nel Lazio, dove all’interno della comunità di braccianti Sikh è scoppiato un maxi focolaio, anche se per ora nessuno è risultato positivo alla variante che arriva da Nuova Dehli.
La pandemia in India continua a colpire duramente, con oltre 300mila contagi al giorno e i cadaveri delle vittime che vengono bruciati in strada. Oggi nell’aeroporto della capitale sono arrivati i primi aiuti internazionali con ventilatori arrivati dalla Gran Bretagna e la promessa degli Stati Uniti di far recapitare nel Paese asiatico milioni di dosi di vaccino Astrazeneca.
La mutazione del virus che arriva dall’India fa paura anche in Europa, visto che secondo quanto dichiarato a Sputnik da fonti dell’Oms, la variante scoperta lo scorso ottobre nello Stato centrale del Maharashtra, ed identificata come B.1.617, potrebbe essere resistente agli anticorpi, forse anche quelli prodotti dal vaccino.

La reazione al vaccino

Un allarme di questo tipo era stato lanciato ieri anche dall’infettivologo dell’Università di Padova, Andrea Crisanti, che si era per questo detto d’accordo con la decisione presa due giorni fa dal ministro della Salute, Roberto Speranza, sul blocco dei voli dall’India e sul divieto di rientro in Italia per chi abbia soggiornato nel Paese nelle ultime due settimane.
Insomma, come spiega l’Adnkronos, la variante indiana è formata da due mutazioni, la E484Q e la L452R. Quest’ultima sembra determinare una maggiore contagiosità del virus, mentre l’altra gli permetterebbe di sfuggire agli anticorpi.
Certo, si tratta di dati ancora tutti da dimostrare. Israele, ad esempio, ha fatto sapere che il preparato della Pfizer ha un buon livello di efficacia. Lo stesso ha fatto sapere il direttore del Centro di ricerca Gamaleya, Alexander Gintsburg, riguardo lo Sputnik V, che assicura un alto livello di protezione “anche se l’antigene è cambiato”.
Anche lo stesso vaccino indiano Covaxin, che si basa sempre sulla tecnologia a vettore adenovirale, sembra per ora rispondere bene alla variante.

Sintomi più forti: ecco come colpisce

I sintomi, però, sembrano essere più importanti rispetto al virus originale, determinando tempi di guarigione più lunghi.
Chi si infetta con la variante B.1.617 presenta tosse, congestione, febbre, dolori muscolari, mal di gola, mal di testa, forte stanchezza e diarrea.

I due casi in Veneto

Intanto l’attenzione è concentrata sul Veneto, dove sono stati rintracciati i primi casi positivi alla mutazione che arriva dall’India. “Il fatto che siano stati identificati già due casi di variante indiana è un campanello d’allarme importante, perché significa che probabilmente ce ne sono molti, molti di più”, aveva detto ancora Crisanti, chiedendo di potenziare le attività di screening e tracciamento.
I due contagiati sono padre e figlia che nei giorni scorsi si erano immersi nel Gange ad Haridward con altre migliaia di fedeli indù per il pellegrinaggio del Kumbh Mela. Secondo la ricostruzione del Messaggero sarebbero rientrati in Italia lo scorso 7 aprile con un volo atterrato a Bergamo. Nei giorni successivi hanno fatto il tampone e sono risultati positivi alla variante.
Il sindaco di Villaverla, Ruggero Gonzo, sentito dal Messaggero, rassicura i cittadini sul fatto che la situazione sia sotto controllo.

Il maxi focolaio tra i Sikh a Latina

La paura però si diffonde anche altrove. In provincia di Latina quasi 300 persone appartenenti alla comunità Sikh, quasi tutte impiegate nelle aziende agricole pontine, sono risultate positive al virus.
Si tratta, sempre secondo quanto riferisce il Messaggero, di 262 adulti e 36 minorenni. La Asl ha avviato l’indagine epidemiologica e finora, secondo quanto ha dichiarato il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, non ci sarebbero casi collegati con la mutazione del virus che sta facendo impennare i contagi in india.
Difficile, però, secondo lo stesso quotidiano rintracciare tutti. Inoltre, sempre secondo il Messaggero, che cita un capo religioso indiano di Sabaudia, gli arrivi dall’India nelle scorse settimane, prima del blocco dei voli, sarebbero stati moltissimi.
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