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Difesa israeliana "reagirà con forza" se lanci di razzi Gaza continueranno

© AP Photo / Ariel SchalitSistema "Iron Dome" in Israele
Sistema Iron Dome in Israele - Sputnik Italia, 1920, 27.04.2021
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L'esercito israeliano avverte che risponderà con forza in caso di altri lanci di razzi da Gaza, ha riportato il Jerusalem Post.
Dopo una riunione di lunedì, il gabinetto di sicurezza israeliano ha autorizzato il primo ministro Benjamin Netanyahu e il ministro della Difesa Benny Gantz ad istruire le Forze di Difesa Israeliane (IDF) a reagire con forza se venissero sparati altri razzi, ha detto il giornale.
Secondo il Jerusalem Post, lunedì il gabinetto di sicurezza ha anche votato a favore di un piano operativo per colpire Hamas.
All'inizio di lunedì, il portavoce delle Nazioni Unite Farhan Haq ha detto che il coordinatore speciale per il processo di pace in Medio Oriente, Tor Wennesland, ha incontrato funzionari israeliani per discutere della recente escalation intorno a Gaza.
Nei giorni scorsi, più di 40 razzi sono stati lanciati dalla Striscia di Gaza verso Israele, molti dei quali sono stati intercettati dall'Iron Dome Aerial Defense System. L'escalation delle ostilità è iniziata venerdì, quando tre razzi sono stati lanciati verso Israele da Gaza (uno di loro è stato intercettato dall'Iron Dome). Nelle prime ore di lunedì, le IDF hanno riferito di tre lanci di razzi da Gaza: due di loro sono stati intercettati dall'Iron Dome, mentre un razzo è esploso all'interno di Gaza.
Israele ha preso di mira le infrastrutture di Hamas a Gaza in risposta ai lanci di razzi del fine settimana. Il capo dell'unione dei pescatori di Gaza, Nizar Ayyash, ha detto allo Sputnik che Israele ha completamente chiuso la zona di pesca offshore della Striscia di Gaza a partire da lunedì mattina, fino a nuovo avviso.
Le tensioni nella regione si sono intensificate da quando l'ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha rivelato il cosiddetto "accordo del secolo", che suggeriva che Israele avrebbe annesso insediamenti in Cisgiordania e nella Valle del Giordano e avrebbe avuto Gerusalemme come sua "capitale indivisa". L'accordo scatenò un forte contraccolpo in tutto il mondo, con la Palestina che insisteva nel ripristinare i suoi confini pre-1967 e avere Gerusalemme come capitale.
La Russia non ha mai creduto che l'accordo nella sua forma attuale avrebbe contribuito a un accordo duraturo in Medio Oriente e si aspettava che la nuova amministrazione statunitense lo potesse potenzialmente respingere.
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