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Petrolio in Libia, il nuovo governo investe 200 milioni di dollari e sblocca il porto di Hariga

© Sputnik . Andreiy Stenin / Vai alla galleria fotograficaIl terminal del petrolio a Brega, Libia
Il terminal del petrolio a Brega, Libia - Sputnik Italia, 1920, 26.04.2021
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La compagnia petrolifera libica (NOC) ha annunciato lunedì di aver revocato la forza maggiore nel terminal petrolifero Marsa Al Hariga dopo lo stop di una settimana, provocato dai ritardi nei pagamenti da parte della Banca Centrale del Paese.
"Lo stato di forza maggiore nel porto di Hariga è stato revocato, gli obblighi finanziari sono stati adempiti, i problemi tecnici sono stati risolti e la produzione sta gradualmente riprendendo", si legge in una nota della NOC sugli esiti della riunione del consiglio d'amministrazione della compagnia. Secondo quanto dichiarato dalla compagnia petrolifera libica, il capo del Governo di Accordo Nazionale (GNA) Abdelhamid Dbeiba ha disposto di stanziare alla NOC un miliardo di dinari (circa 224 milioni di dollari), il che ha permesso di riprendere gradualmente la produzione.
La NOC ha annunciato lo stato di forza maggiore nel porto di Hariga lo scorso 19 aprile. La compagnia ha specificato che le spedizioni di greggio attraverso il porto sono state sospese a causa del rifiuto della Banca centrale del Paese di stanziare i fondi necessari al settore petrolifero per molti mesi, in particolare la NOC ha ricevuto meno del 2% dell'importo stabilito.
Secondo la compagnia petrolifera nazionale con tali azioni la Banca centrale cerca di politicizzare il settore petrolifero creando un rischio alla stabilità finanziaria della Libia.
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La Banca centrale era obbligata a pagare più di 1 miliardo di dinari in conformità con la decisione del 30 novembre del Governo di Accordo Nazionale allora in carica. Tuttavia, secondo la compagnia, il regolatore ha deciso di spendere soldi per "contratti fittizi e merci inutili".
Anche la compagnia petrolifera di Sirte, un'altra divisione della NOC, ha annunciato di aver sospeso i lavori per tre giorni per via delle difficoltà finanziarie.
I giacimenti petroliferi e i porti della Libia hanno già sospeso i loro lavori diverse volte in passato a causa degli scontri armati, ma in questo caso si è trattato della prima volta dopo la tregua interna. In particolare da gennaio ad agosto 2020, per via della chiusura di strutture petrolifere a causa delle ostilità, erano state interrotte le spedizioni di petrolio da cinque principali terminal del Paese: Ras Lanuf, Es Sider, Marsa al-Brega, Hariga e Zueitina.
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