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Amazon, sindacalista licenziato dopo aver chiesto la sanificazione: proteste a Pomezia

© Claudio CeccacciProteste Amazon Pomezia
Proteste Amazon Pomezia - Sputnik Italia, 1920, 26.04.2021
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Un corriere che chiedeva il rispetto del protocollo anticontagio e la sanificazione dei furgoni è stato licenziato dopo un diverbio con un superiore, a cui si era rivolto in seguito alle lamentele dei colleghi. Protesta il sindacato Usb che definisce il licenziamento politico e antisindacale.
Presidio di protesta questa mattina davanti ai cancelli Amazon di Pomezia, contro il licenziamento di un corriere, rappresentante sindacale dell’Usb.
Il provvedimento è arrivato dopo che il dipendente ha sollecitato l’igienizzazione dei furgoni utilizzati in promiscuità, consegnati sporchi ai lavoratori, fazzolettini e mascherine usate gettate per terra o fra i sedili.
Una carenza che mette a rischio la sicurezza non solo dei lavoratori ma anche dei destinatari dei pacchi Amazon. Usb considera il licenziamento un atto politico e antisindacale.
Il gigante dell’e-commerce è una delle poche aziende che ha guadagnato durante la pandemia, spesso a scapito dei commercianti e dei negozi di prossimità costretti alle chiusure. Tuttavia l’andamento positivo non avrebbe determinato un miglioramento delle condizioni di lavoro in termini di salario e sicurezza.
Claudio Ceccacci, il lavoratore licenziato da Amazon, racconta a Sputnik Italia che i corrieri sono costretti a lavorare su mezzi che non rispettano i protocolli sanitari, utilizzati in promiscuità un giorno da un lavoratore un altro giorno da un altro senza essere puliti e sanificati fra i cambi di turno.
Una questione che suscita preoccupazione anche riguardo la sicurezza dei destinatari delle consegne Amazon. 
Le sollecitazioni all’azienda al rispetto dei regolamenti anti-covid hanno creato problemi quando ha lasciato la Cgil per diventare rappresentante sindacale dell’Usb.
“Io là dentro ero scomodo perché chiedevo che venissero rispettati i diritti dei lavoratori e hanno trovato un pretesto per mandarmi via”, ha detto a Sputnik Italia.
Con il passaggio al sindacato di base, spiega, iniziano ad arrivare le lettere disciplinari. Altri colleghi che lo hanno seguito sono stati trasferiti, una ha subito una riduzione di ore lavorative e lui, alla fine, ha perso il posto di lavoro.
Con la protesta di questa mattina il sindacato Usb chiede il reintegro dell’Rsa e il rispetto dei protocolli anticovid all’interno dell’azienda per garantire la sicurezza dei lavoratori ma anche dei clienti che ricevono le consegne. Durante il presidio sono stati bloccati temporaneamente i furgoni ai cancelli d’ingresso. Ad animare il sit in era il sindacalista Usb Massimo Pedretti, secondo cui il “licenziamento giuridicamente non regge” e lo ritiene un “atto politico e antisindacale”.
Sputnik Italia lo ha intervistato per approfondire il punto di vista del sindacato sulla vertenza.
— Con il presidio di oggi cosa chiedete all’azienda?
— Noi chiediamo all’azienda limmediato reintegrodi Claudio perché chiaramente il suo è un licenziamento politico. Claudio è un lavoratore che non ha mai ricevuto una lettera di contestazione per questioni operative. Ha avuto negli ultimi mesi, da quando è passato al sindacato Usb, una serie di contestazioni disciplinari tutte legate all’insistente richiesta di applicazione di sicurezza in particolare di quelli per il contenimento del Covid-19.
È andato spesso in rotta di collisione con l’azienda per questo motivo e adesso gliel’hanno fatta pagare anche perché Claudio sconta un’altra colpa molto grave, quella di essere stato uno dei tre delegati sindacali firmatari di una diffida nei confronti della Cgil nel mese di novembre quando lui era iscritto alla Cgil, per evitare che fosse firmato un accordo regionale tra Amazon e la Cgil che veniva giudicato dai lavoratori peggiorativo rispetto alle condizioni attuali. Lo stesso accordo che Amazon sta provando a farsi firmare a livello nazionale e che ha portato allo sciopero generale di Amazon il mese scorso.
© Foto fornita dall'UsbProtesta Usb stabilimento Amazon Pomezia
Protesta Usb stabilimento Amazon Pomezia - Sputnik Italia
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Protesta Usb stabilimento Amazon Pomezia
© foto fornita dal sindacato UsbProtesta del sindacato Usb davanti allo stabilimento Amazon
Protesta del sindacato Usb davanti allo stabilimento Amazon  - Sputnik Italia
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Protesta del sindacato Usb davanti allo stabilimento Amazon
© Foto fornita dal sindacato UsbPresidio Usb davanti allo stabilimento Amazon di Pomezia
Presidio Usb davanti allo stabilimento Amazon di Pomezia - Sputnik Italia
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Presidio Usb davanti allo stabilimento Amazon di Pomezia
© Foto fornita da UsbPredisio Usb davanti allo stabilimento Amazon di Pomezia
Predisio Usb davanti allo stabilimento Amazon di Pomezia - Sputnik Italia
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Predisio Usb davanti allo stabilimento Amazon di Pomezia
© Foto fornite da UsbPresidio Usb davanti allo stabilimento Amazon di Pomezia
Presidio Usb davanti allo stabilimento Amazon di Pomezia - Sputnik Italia
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Presidio Usb davanti allo stabilimento Amazon di Pomezia
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Protesta Usb stabilimento Amazon Pomezia
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Protesta del sindacato Usb davanti allo stabilimento Amazon
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Presidio Usb davanti allo stabilimento Amazon di Pomezia
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Predisio Usb davanti allo stabilimento Amazon di Pomezia
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Presidio Usb davanti allo stabilimento Amazon di Pomezia
Lui è stato licenziato sostanzialmente per aver avuto un diverbio da rappresentante sindacale con un rappresentante aziendale per la sanificazione dei furgoni. Questo rappresentante dell’azienda ha testimoniato che Claudio lo avrebbe in un certo senso minacciato, ma Claudio sostiene, ed ha i suoi colleghi che testimoniano per lui, di aver semplicemente detto quando torno dal magazzino vediamoci al bar e chiariamo questa faccenda. Ma era semplicemente una rivendicazione fra un rappresentante sindacale e un rappresentante aziendale.
Noi chiediamo che venga reintegrato immediatamente perché è un licenziamento palesemente antisindacale.
— Amazon è una delle poche aziende che ha fatto profitti durante la pandemia, anche perché il lockdown ha favorito il ricorso agli acquisti in modalità on line. Questo andamento positivo non sta avendo ripercussioni sulle condizioni di lavoro?
— All’aumento dei profitti di Amazon non è corrisposto né un miglioramento delle retribuzioni dei lavoratori né tanto meno un miglioramento dell’attività lavorativa, anzi i volumi di lavoro sono aumentati e i dipendenti sono costretti a lavorare molto più intensamente rispetto a un anno e mezzo fa. Se un anno e mezzo fa consegnava 80- 90 pacchi, al giorno oggi ne consegnano 200 con la stessa retribuzione, con molta fatica in più e soprattutto una percentuale di infortuni maggiori a quella che c’era prima.
— La mancata sanificazione dei furgoni costituisce un rischio alla sicurezza non solo per i lavoratori, ma anche per i destinatari delle consegne?
— Questa è una problematica che segnaliamo da un anno, il fatto che le merci continuano a girare e possono essere sia le merci sia i corrieri stessi che le trasportano veicolo di contagio. Purtroppo non c’è stata un’attenzione né da parte delle multinazionali tantomeno da parte delle istituzioni nei confronti di questo aspetto legato all’iper-produzione in un periodo pericoloso come questo.
© Claudio CeccacciMascherina nel furgone Amazon
Mascherina nel furgone Amazon - Sputnik Italia, 1920, 18.05.2021
Mascherina nel furgone Amazon
Una delle cose che Claudio ha segnalato più volte è stato l’utilizzo promiscuo dei furgoni il fatto che il furgone venisse utilizzato un giorno da un lavoratore un altro giorno da un altro senza essere sanificato.
— I regolamenti anti-Covid cosa prevedono nel settore specifico?
— I regolamenti anti-covid nello specifico prevedono che le attrezzature di lavoro vanno sanificate ogni giorno e siccome l’attrezzatura di un corriere è il furgone, il furgone va sanificato ogni volta che cambia la persona che ci sale sopra. Invece la procedura viene completamente bypassata e i furgoni vengono assegnati in questo modo promiscuo. Questo si chiede ai lavoratori stessi di auto-sanificarli.
— Dopo questo primo presidio di oggi come procederete?
Noi impugneremo il licenziamento a livello legale nella mattinata di oggi siamo stati contattati da Unicotras, l’azienda nella quale lavorava Claudio per avere un incontro nei prossimi giorni e cercare una soluzione. A noi interessa che il lavoratore riabbia il suo posto al più presto, per lui e per tutti i lavoratori che in questo periodo hanno deciso di alzare la testa.
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