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Recovery, Draghi chiama von der Leyen: “Rispetto per l’Italia e sulle riforme garantisco io”

© AP Photo / Michael ProbstMario Draghi
Mario Draghi - Sputnik Italia, 1920, 25.04.2021
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I retroscena sulla lunghissime giornate che hanno preceduto il via libera di Bruxelles al Pnrr. Il premier ha dato la sua parola e ha chiesto fiducia nel Paese.
Sono state giornate molto intense a Palazzo Chigi e in diversi ministeri quelle che vengono descritte dai quotidiani italiani prima del benestare della Commissione europea al Recovery plan italiano e l'ok in Cdm arrivato in tarda serata.
Tensione, sfiducia, cavilli, richieste. Tanto che il premier Mario Draghi ha dovuto far sentire la propria voce e ha dovuto far pesare il suo status di politico e esperto internazionale telefonando due volte alla presidente della Commissione Ursula von der Leyen, prima per garantire in prima persona sulle riforme previste dal Pnrr e poi per chiedere rispetto per l’Italia.

Messaggio chiaro da Draghi a Bruxelles

Il premier non ha alzato mai la voce nelle sue interlocuzioni con le autorità europee, secondo alcune indiscrezioni circolate e pubblicate dal Corriere della Sera.
Quando il confronto è diventato estenuante, l’ex governatore della Bce ha telefonato a von der Leyen con un messaggio chiaro.
“Non credo che dobbiamo fornire ulteriori spiegazioni, basta così. Ci vuole rispetto per l’Italia”.

Più dettagli sulle riforme

A rendere tesi gli ultimi giorni di confronto con gli uffici tecnici sull’ultima versione del Recovery Plan sono state le richieste sulle riforme che affiancano il Pnrr “piene di cavilli” e “di sfiducia nelle capacità del Paese” di implementarle.
In particolare, da Bruxelles sono state chieste più spiegazioni sulle riforme per contrastare il lavoro nero, sulla riforma della giustizia, sulla concorrenza, sulle semplificazioni.
Draghi alla fine ha detto: “Garantisco io” e ha chiuso il cerchio sottolineando che rispetto alla prima stesura, che prevedeva una sola pagina sulle riforme, “oggi ce ne sono 40”.
Il premier, però, ha anche chiesto di avere pazienza, perché “non si può chiedere tutto e subito ad un Paese con un’economia in ginocchio”.
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