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Chi sostituirà Merkel in Germania: un sostenitore della Russia o una sua detrattrice?

© Sputnik . Alexey VitvitskyIl cancelliere tedesco Angela Merkel
Il cancelliere tedesco Angela Merkel - Sputnik Italia, 1920, 25.04.2021
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Cinque mesi prima delle elezioni del Bundestag l’Unione cristiano-democratica tedesca (CDU) ha nominato il successore di Angela Merkel nella persona di Armin Laschet.
Anche i Verdi, che stanno raccogliendo sempre più consensi, hanno definito una portavoce: la giovane Annalena Baerbock. Mentre Laschet è pronto a sostenere il dialogo con Mosca, una vittoria dei Verdi potrebbe essere una catastrofe per le relazioni russo-tedesche.

Di lui ci si può fidare

Armin Laschet è stato sostenuto da 31 deputati. Nove hanno votato per Markus Söder, leader dell’Unione cristiano-sociale (CSU) e primo ministro della Baviera. Sei deputati si sono astenuti.
Da metà gennaio Laschet è leader della CDU. Per 8 anni è stato uno dei 5 vicesegretari del partito, fidato braccio destro di Angela Merkel. Ha sempre supportato la cancelliera. E il suo aiuto è stato di particolare rilevanza durante la crisi migratorio. Laschet è a favore della politica dei porti aperti, della tolleranza verso i migranti e del conseguente avvicinamento dell’UE con la Turchia. Per questo, Laschet è anche stato definito “il turco”.
Laschet ha preso le distanze da Merkel soltanto una volta quando, in vista della terza ondata della pandemia da coronavirus, le autorità hanno deciso per un giro di vite delle misure ristrettive nel periodo pasquale, il che ha scosso molti tedeschi. “Non possiamo continuare così”, dichiarò Laschet. E questo riguarda anche ciò che sta avvenendo all’interno della CDU. Per il partito sarà difficile vincere. Le serrate che si sono protratte per circa 6 mesi, la sconfitta alle elezioni in 2 Laender federali (Baden-Württemberg e Renania-Palatinato), i problemi con le vaccinazioni, lo scandalo in materia di corruzione: sono stati i tempi che rendono scomodo il partito.
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Per via della pandemia Laschet sembra aver perso anche il suo polso politico. Nella primavera dello scorso anno promise una rapida rimozione delle serrate perché non credeva ci sarebbe stata una seconda ondata. La realtà si è rivelata ben diversa. Poi è emerso che il governo del Land federale da lui guidato ha stipulato un contratto di fornitura di mascherine da un’azienda produttrice presso la quale lavora suo figlio.
Il leader della CDU ritiene comunque che il suo partito abbia delle possibilità. Ma bisogna “rimanere saldi al centro” senza spostarsi né a destra né a sinistra. In passato questo principio l’ha aiutato.
Secondo Laschet, lui è stato molto influenzato dal padre minatore. All’inizio della carriera diceva al figlio: “Non è importante dove tu sia nato, chi siano i tuoi parenti, quale sia il tuo aspetto fisico o quali religioni professi. Semplicemente spiega alla gente che possono contare su di te”.
© AP Photo / Michael ProbstArmin Laschet
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Armin Laschet

Un politico con il carisma di un contabile

Laschet è stato descritto con il “politico con il carisma di un contabile di medio rango”. Deve la sua carriera ai contatti con l’élite di partito e, in particolare, ad Angela Merkel. I suoi biografi sostengono che la famiglia di Laschet sia discendente dell’imperatore Carlo Magno. Ma Laschet è un “primo ministro del popolo”: come governatore della Renania Settentrionale-Vestfalia incontrava gli elettori nei bar, parlava con loro davanti a un boccale di birra e ignorava il protocollo ufficiale.
Ha una lunga esperienza in ambito politico. È un giurista di formazione, è stato consigliere comunale nella sua città natale Aquisgrana, poi ha lavorato al Bundestag e al Parlamento europeo.
Tra tutti i candidati alla carica di leader della CDU Laschet è il più moderato critico di Mosca. Infatti, è a favore della costruzione del gasdotto Nord Stream 2 e, invitando a non politicizzare il progetto, ribadisce che “la Russia è necessaria per la risoluzione di numerose questioni internazionali”. Dopo l’avvelenamento di Skripal a Salisbury scrisse su Twitter che non era stata affatto dimostrata la colpa di Mosca e condannò Londra di condurre una politica anti-russa.
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Laschet è partecipante fisso al forum russo-tedesco “Dialogo pietroburghese”, collabora al rafforzamento delle relazioni economiche con la Russia. A suo avviso le sanzioni dovrebbero essere rimosse “non appena comincerà l’implementazione del protocollo di Minsk”. Quanto alla Crimea ha dichiarato che, sebbene la Russia “stia violando il diritto internazionale”, è necessario sapere “guardare la situazione con gli occhi del partner”.
La nomina di Laschet a leader della CDU è stata interpretata positivamente, sostiene Artyom Sokolov, collaboratore del Centro di studi europei presso l'Istituto statale di Mosca per le relazioni internazionali. “È considerato un politico pro-russo moderato. Le relazioni tra Mosca e Berlino sono così fondamentali e strutturate che la personalità del cancelliere è importante, ma non risolve tutto. Laschet è predisposto al dialogo costruttivo, ma al contempo presenta delle limitazioni legate al conseguimento del consenso transatlantico”, spiega l’esperto.

Sportiva e “regina dei talk show”

Il secondo partito per popolarità, Alleanza 90/I Verdi, sarà condotto alle elezioni da Annalena Baerbock. È stata preferita al cinquantunenne Robert Habeck, politico d’esperienza, perché i Verdi ci tengono alla “parità di genere”.
La quarantenne Annalena sostiene che “il Paese abbia bisogno di un nuovo inizio”. Ha buone possibilità di vincere. Secondo i sondaggi, i Verdi hanno soltanto il 3-5% in meno della coalizione di governo CDU/CSU.
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In cinque anni l’indice di gradimento del partito è più che raddoppiato: dall’8,9% (in base ai risultati delle elezioni parlamentari del 2017) al 22-23%.
Baerbock sta cercando di evitare qualsivoglia esternazione radicale per non far scappare possibili elettori. Sta tentando di condurre una politica ambientalista moderata.
Da giovane ha praticato trampolino elastico a livello agonistico. All’università ha studiato scienze politiche e diritto pubblico, ha lavorato in un giornale, è stata deputata al Parlamento europeo dove curava le relazioni dell’Unione con le ex repubbliche sovietiche (Ucraina, Bielorussia e Moldavia).
È entrata nel partito nel 2005 e rapidamente ha acquisito consensi poiché è spesso ospitata in programmi televisivi tanto che viene chiamata “la regina dei talk show”. È a favore del totale abbandono del carbone come fonte energetica, è contro il Nord Stream 2 e critica aspramente la Russia.
Ma, se Baerbock diventerà cancelliera, la sua retorica probabilmente si affievolirà, secondo Sokolov. “Trovarsi all’opposizione ed essere al potere sono due cose diverse. È critica nei confronti della politica estera di Mosca, ma i Verdi hanno anche politici ancora più contrari a Mosca. Baerbok è pronta a scendere a compromessi e a cedere qualcosa pur di conseguire risultati comuni e positivi. Dunque, c’è margine di collaborazione”.
© AP Photo / Jens MeyerAnnalena Baerbock
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Annalena Baerbock

Assetto politico

Se le elezioni si tenessero questa domenica, i socialdemocratici al potere, i Verdi e i liberali del Partito liberale democratico, formando la cosiddetta “coalizione-semaforo” (per via dei colori dei simboli che identificano i tre partiti), potrebbero tranquillamente far fuori la CDU. In quel caso la carica di cancelliere sarebbe affidata ai Verdi, il partito più popolare.
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Un’alternativa che piace di più agli elettori è una coalizione tra il blocco CDU/CSU e i verdi. In questo caso è probabile che a Baerbock venga assegnata la carica di ministro degli Esteri. Al governo tedesco i Verdi ci sono già stati. Tra il 1998 e il 2005 sono rientrati in coalizione con l’SPD (Partito Socialdemocratico Tedesco) e nel governo di Gerhard Schröder il ministero degli Esteri era guidato da Joschka Fischer.
Il problema di questa campagna elettorale è che non ci sono leader di grande rilievo, secondo Aleksandr Kamkin, collaboratore del Centro di studi germanici presso l’Istituto europeo dell’Accademia nazionale russa delle scienze. “Sono tutti dei noiosi tecnocrati. In particolare, quelli della CDU e dell’SPD. Ad esempio, Laschet è un politico senza infamia e senza lode”, sostiene l’esperto. La situazione è imprevedibile, potrebbero sorgere nuove coalizioni.
“Non è da escludere che i tedeschi questa volta votino per vendetta CDU/CSU e i socialdemocratici. Nella Germania occidentale hanno maggiori possibilità i Verdi, mentre nella Germania orientale Alternativa per la Germania”, spiega l’esperto.
Secondo i sondaggi, i tedeschi preferirebbero nuovamente una donna a guidare il Paese, la Baerbock. Tuttavia, la politica ha ancora poca esperienza. Quindi, la candidata dei Verdi dovrà fare molto lavoro per convincere gli elettori della sua competenza.
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