Registrazione avvenuta con successo!
Per favore, clicca sul link trasmesso nel messaggio inviato a

Caos cimiteri a Roma, quando la burocrazia non dà pace nemmeno ai morti

CC BY 2.0 / Marco Ragaini / Монументальное кладбище в Милане
Монументальное кладбище в Милане - Sputnik Italia, 1920, 25.04.2021
Seguici su
Tempi biblici per le sepolture dovuti a ritardi incredibili per le cremazioni, a Roma la burocrazia non dà pace nemmeno ai morti. I depositi scoppiano di bare, in attesa più di 2 mila cadaveri. Nel caos dei cimiteri capitolini si leva il grido di dolore dei parenti che non possono salutare i propri cari da mesi.
Riposare in pace nella capitale italiana non è permesso. A causa di iter burocratici infiniti le autorizzazioni per la cremazione dei defunti arrivano dopo più di un mese di attesa. Ha fatto parlare la denuncia sui social del deputato Pd Romano, il quale attende già da due mesi la sepoltura del figlio. Il grido di dolore di Romano in realtà mostra una realtà vergognosa che esiste da ormai troppo tempo e coinvolge migliaia di famiglie in lutto.
A protestare in piazza nella capitale sono state le stesse pompe funebri per denunciare una situazione disperata. I depositi dei cimiteri sono strapieni di bare e questo pone dei seri problemi sia a livello morale per le famiglie in lutto sia da un punto di vista igienico-sanitario. Sputnik Italia ha raggiunto per un’intervista in merito Giovanni Caciolli, presidente di Federcofit (Federazione Comparto Funerario Italiano).
— Giovanni Caciolli, qual è la situazione attuale dei cimiteri romani?
— La situazione attuale è quella che abbiamo descritto: all’interno dei cimiteri romani permangono intorno a due mila cadaveri in attesa che vengano cremati. Il motivo per cui si verifica questa sosta incredibile dei cadaveri nei cimiteri capitolini è che nel comune di Roma, a differenza di tutti gli altri comuni italiani, l’autorizzazione alla cremazione ha un percorso burocratico particolarmente complesso.
— Cioè?
Coronavirus Lombardia, colonna mezzi esercito trasporta le bare fuori da Bergamo, primavera del 2020 - Sputnik Italia, 1920, 19.03.2020
Coronavirus, cimiteri pieni a Bergamo: 60 bare trasportati in altre città per la cremazione - Video
— La norma italiana dispone che l’autorizzazione alla cremazione venga rilasciata direttamente dal comune, dall’ufficiale di Stato Civile. Nel comune di Roma invece di procedere presso l’ufficiale di Stato Civile, si procede presso il gestore del cimitero, cioè presso Ama. Il gestore del cimitero riceve la domanda, che viene analizzata e viene fatta l’istruttoria per risolvere tutti i problemi legati alla domanda. Una volta completata l’istruttoria, questa passa al comune. Il gestore del cimitero e il comune non si fidano fra di loro e quindi il comune rianalizza la pratica, dopo di ché si concede l’autorizzazione. Questa autorizzazione ritorna al gestore del cimitero, il quale comunica al richiedente l’ottenuta autorizzazione. Questo iter infernale che dura oltre un mese non conclude l’operazione, perché le ceneri della cremazione, come è emerso dalle dichiarazioni dell’onorevole Romano, invece di essere consegnate tempestivamente al diretto interessato per la loro collocazione all’interno del cimitero, non si sa come mai, attendono 20-30 giorni per essere riconsegnate.
— La burocrazia non da pace nemmeno ai morti quindi?
— Esattamente. Per fortuna degli italiani, solo nella capitale d’Italia questa burocrazia è così invadente e così contraria a soddisfare le esigenze delle famiglie. Negli altri comuni, anche in grandi città come Milano, la cremazione interessa il 70% dei decessi e nell’arco di 3 giorni normalmente si procede alla cremazione e alla riconsegna delle ceneri il giorno dopo.
— I ritardi a Roma non sono dovuti al Coronavirus, il caos nei cimiteri era un problema preesistente, giusto?
— Il Covid sicuramente ha sicuramente accentuato le difficoltà, questo va riconosciuto. È l’impostazione di partenza che è sbagliata, quindi questo percorso artificioso non risponde nemmeno alle norme legislative. Essendo un iter molto più complesso qualsiasi intoppo, e il Coronavirus è un grande intoppo, fa saltare tutti gli equilibri e tutte le procedure. Prima del Covid vi erano situazioni più pesanti rispetto al resto d’Italia, ma la cremazione avveniva nell’arco dei 10 giorni successivi. Il Coronavirus e i contenziosi fra comune e gestore hanno determinato l’esplosione di queste tempistiche e questo allungamento incredibile.
— Come uscire da questa situazione secondo lei?
Cimitero - Sputnik Italia, 1920, 12.11.2020
Caos nei cimiteri romani, la disorganizzazione non risparmia neanche i morti
— Abbiamo sempre sottolineato dall’ottobre scorso che è necessario prendere dei provvedimenti da parte di Ama. Nel gennaio scorso fu adottata una delibera da parte della giunta capitolina che doveva risolvere il problema. Abbiamo avuto dei contrasti all’interno degli uffici dell’amministrazione comunale per cui questa delibera non è stata pubblicata in pieno. La soluzione sta nel fatto di ricondurre le procedure a quanto dispone la legge. Si spera di essere a questa soluzione perché da lunedì le domande di autorizzazione alla cremazione per il fuori impianto saranno presentate direttamente all’amministrazione comunale. Questo dovrebbe determinare il fatto che le cremazioni a Roma invece di essere circa 50 al giorno, possano aumentare fino a 80-90 cremazioni. Si allenterebbe così la pressione, i tempi di permanenza delle salme.
L’obiettivo nostro è che le domande alla cremazione siano presentate continuativamente presso gli uffici del comune senza passare da Ama al fine di evitare questo iter farraginoso e questo doppio percorso. Vi sarà la possibilità di cremare non solo all’interno del comune di Roma, ma anche nei crematori situati nella regione Lazio al fine di garantire una possibilità di cremazione per numeri superiori rispetto al fabbisogno giornaliero.
I depositi di cadaveri sono intollerabili perché costituiscono anche un problema di natura igienico-sanitaria. Mantenere in un deposito 800-900 cadaveri che sono sottoposti a processi decompositivi naturali costituisce un rischio di natura igienico-sanitaria particolarmente pesante. È necessario risolvere tutti e due gli aspetti: eliminare questo deposito e dare soddisfazione immediata alle famiglie che vivono un lutto.
Notizie
0
Prima i più recentiPrima i più vecchi
loader
Per partecipare alla discussione
accedi o registrati
loader
Chats
Заголовок открываемого материала