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Locatelli (Cts): "Coprifuoco ancora strategico, l’obiettivo è riaprire per non chiudere più"

© Sputnik . Evgeny UtkinPersone indossano mascherina in Italia
Persone indossano mascherina in Italia  - Sputnik Italia, 1920, 24.04.2021
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Con le riaperture in programma da lunedì, il presidente del Consiglio superiore di sanità e coordinatore del Comitato tecnico scientifico, Franco Lucatelli, invita tutti gli italiani a rispettare le regole per evitare di tornare a chiudere il Paese.
Dal 26 aprile in quasi tutto il Paese ripartono tante attività economiche e sociali, in un “contesto decisamente più favorevole di quello di alcune settimane fa” perché, spiega oggi Locatelli in un’intervista a Repubblica, “siamo nella quinta settimana consecutiva di riduzione della diffusione del nuovo Coronavirus e fortunatamente osserviamo anche un calo della pressione sui servizi sanitari”.
“L’obiettivo è di riaprire per non chiudere più, per questo sono importanti gradualità e progressività. Senza queste caratteristiche il rischio di dover tornare indietro aumenterebbe”, ha sottolineato.
Una strategia che spiega la decisione del governo di mantenere il coprifuoco alle 22, rispetto alla richiesta delle regioni di spostarne l’ora di inizio alle 23. 
“Fissare un’ora di restrizione di movimento è una strategia prudenziale per mantenere una situazione di controllo dei contatti sociali che possono avvenire la sera ed essere connotati da un particolare profilo di rischio. Poi la decisione del governo potrà essere rivalutata nelle prossime settimane alla luce dell’evoluzione del quadro epidemiologico”.

"Ogni italiano faccia la sua parte"

Nonostante nel paese si registrino, in media, 15.000 nuovi casi al giorno, Locatelli ha sottolineato che “abbiamo un Rt in calo e l’incidenza scende, e neanche una Regione ha più di 250 casi settimanali per 100mila abitanti”.
E prosegue la campagna vaccinale: “Abbiamo somministrato il vaccino all’84% degli ultra ottantenni, il 55% dei quali ha ricevuto due dosi. Nella fascia 70-79 il primo dato è vicino al 50% e tra i 60 e i 69 siamo sopra al 20. Queste fasce di età sono le più colpite in modo grave dal virus”.
E se gli esperti sono chiamati a essere "tempestivi nel valutare se c’è un cambiamento della situazione epidemiologica, per prendere eventuali interventi correttivi”, fondamentale sarà il ruolo dei cittadini, ha sottolineato Locatelli:
“Rischieremo di meno se ognuno di noi farà la sua parte nel rispettare le regole che ormai tutti conoscono”.
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