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Ex Ilva, Cristello: “Se passa il mio licenziamento chiunque potrà essere licenziato per un’opinione”

© Foto : Foto fornita dall'intervistatoIl presidio davanti al Mise di Cristello con Simona Izzo e Ricky Tognazzi
Il presidio davanti al Mise di Cristello con Simona Izzo e Ricky Tognazzi - Sputnik Italia, 1920, 24.04.2021
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Prosegue la mobilitazione per il reintegro del lavoratore licenziato da ArcelorMittal per un post su Facebook. L’azienda adesso chiede le scuse per il “caos mediatico” ma Riccardo Cristello incassa la solidarietà dei lavoratori di altri settori e va avanti: “Uniti si vince!”.
Riccardo Cristello è deciso ad andare fino in fondo convinto che la sua non sia più una lotta per il suo posto di lavoro ma una battaglia di democrazia per i diritti di tutti i lavoratori d’Italia.
La Costituzione garantisce e tutela la libertà di espressione e di pensiero, una multinazionale non può porsi al di sopra del dettato costituzionale e licenziare un lavoratore per un post sulla sua pagina privata di Facebook.
Questo il senso della sua mobilitazione, recepito dai lavoratori di altri settori che questo giovedì si sono uniti al presidio a Roma davanti al Ministero dello Sviluppo Economico, organizzato dal sindacato Usb.
Al sit in erano presenti anche diversi attori di fiction italiane, alcuni politici ma il ministro Giorgetti non ha ricevuto i lavoratori, sebbene il Mise sia entrato in quota nel Cda dell’azienda e potrebbe proporre delle soluzioni. Sputnik Italia ha raggiunto telefonicamente Riccardo Cristello per fare il punto delle giornate di mobilitazione
- Giovedì avete manifestato a Roma per la seconda volta, con un presidio davanti al Mise del sindacato Usb. La mobilitazione ha aperto qualche spiraglio con l’azienda?
- No, l’azienda è ferma sui suoi punti, tant’è vero che nell’ultima comunicazione ha risposto che è inderogabile il fatto che io debba chiedere scusa. Solo che questa volta le scuse si sono spostate sul caos mediatico. Probabilmente hanno capito che quel post non era dedicato a loro e adesso vogliono le scuse per il fatto che si sta parlando del mio caso, per la pubblicità negativa. 
Dovrei chiedere scusa per essere stato licenziato e per aver detto a tutta l’Italia di essere stato licenziato per un post su Facebook.
- AM si è detta disposta a reintegrarla se chiede scusa, ma lei ha rifiutato. Per quali ragioni?
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- Intanto chiede scusa chi sbaglia o offende, io non ho sbagliato e non ho offeso nessuno. Non era nelle mie intenzioni fare quello che loro mi rimproverano. Poi il caos mediatico non è neanche da attribuire a me, perché i comunicati stampa li hanno inviati loro. Ad esempio la nota del 13 aprile che diceva che l’azienda mi avrebbe reintegrato se avessi chiesto scusa, l’ha girata ArcelorMittal ad Ansa facendosi pubblicità negativa da sola, mica io.
- Ritiene che l’azienda abbia leso un suo diritto?
Io mi sento offeso nella violazione della mia privacy, perché quel post è stato preso da un mia pagina personale e portato da qualcuno all’attenzione dell’azienda. Ma il sentimento più grande che ho avuto è stato quello di delusione per il modo in cui sono stato trattato. Anche il ministro Orlando ha detto che si è arrivati direttamente ad un provvedimento troppo brusco, l’azienda avrebbe potuto prendere altre decisioni, magari fare un richiamo scritto, anziché il licenziamento.  
- La politica ha dato delle risposte?
- Giorgetti non ci ha ricevuto perché era impegnato, mentre il ministro Orlando ha contattato l’azienda per chiedere spiegazioni e durante l’incontro ha detto che presterà attenzione fino a quando il problema non si risolverà. Lui però ha chiarito che non può seguire ogni licenziamento.
Noi abbiamo fatto notare che è vero che in quel momento c’ero io là presente ma il problema non riguarda solo Riccardo Cristello, ma tutti i lavoratori: questo tipo di licenziamento non deve passare. Un lavoratore non può essere licenziato in questo modo. E’ vero che seduto a quel tavolo c’ero io ma ero là in rappresentanza di tutti i lavoratori d’Italia.
- Credi che il tuo licenziamento possa diventare un precedente per tutti i lavoratori d’Italia?
- Penso proprio di sì, se passa questo tipo di licenziamento vorrà dire che altri potranno essere licenziati per esprimere le loro opinioni, anche se la Costituzione italiana dice tutt’altro. Sappiamo bene che la libertà di pensiero e di espressione sono diritti costituzionali. E’ vero che noi sottoscriviamo dei codici etici interni ma una multinazionale non può decidere di imporre delle regole che vanno al di sopra della Costituzione italiana.
© FotoRiccardo Cristello in presidio con i sindacalisti USB
Riccardo Cristello in presidio con i sindacalisti USB - Sputnik Italia, 1920, 18.05.2021
Riccardo Cristello in presidio con i sindacalisti USB
- Come hai visto la partecipazione dei lavoratori Alitalia al presidio davanti al Mise?
- Mi ha fatto molto piacere vedere quest’unione, questo sentimento di unità tra lavoratori. Oltre a loro sono venuti anche i lavoratori Amazon. La solidarietà che ho ricevuto è stata una cosa davvero bella, fa bene a me fa bene a tutti. Fa vedere che quando si è tutti uniti forse qualcosa si riesce ad ottenere, mentre se ci iniziamo a dividere non andiamo da nessuna parte.
- Hai ricevuto anche tante manifestazioni da parte di diversi attori, alcuni sono venuti al sit in.
- C’era Ricky Tognazzi con la moglie Simona Izzo, c’erano alcune attrici della fiction Mamme d’acciaio, poi sono venuti alcuni parlamentari, come Gianluigi Paragone, Vianello, Cassese, poi è venuto l’assessore di Taranto, Francesca di Giano, in rappresentanza del Comune. E’ una bella dimostrazione di sensibilità, stare dietro un problema che non è solo di Taranto ma di tante realtà italiane.
Se non ci fossero stati loro sarebbe stato un po' più basso il tono dell’accaduto, invece loro sono stati una grande cassa di risonanza a livello mediatico.
Tramite i giornali, i sindacati e i vip che si sono esposti in prima persona come la Ferilli, che mi ha telefonato e mi ha dato la sua massima solidarietà e aiuto, questa vicenda è arrivata a tutti gli italiani.
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Публикация от Simona izzo (@simonettaizzo)

- Come proseguirà la mobilitazione?
- Al momento siamo in stand by. All’inizio della prossima settimana depositeremo l’istanza in tribunale per la revoca del licenziamento. Il 28 tornerò a Roma ma questa volta sarò io ad andare in supporto degli amici e colleghi di Alitalia perché c’è una loro manifestazione. Quello che loro hanno fatto per me noi lo faremo per loro, andremo là a Roma a manifestare assieme. Poi, se non ci sarà il reintegro, io andrò avanti fino in fondo.
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