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Covid, il ministro Orlando: "Vaccini in azienda, pronti a ripartire"

© AFP 2021 / John ThysAndrea Orlando, nuovo Ministro del Lavoro
Andrea Orlando, nuovo Ministro del Lavoro - Sputnik Italia, 1920, 24.04.2021
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Il ministro del Lavoro illustra l’intesa siglata il 6 aprile scorso con le parti sociali, sottolineando che la tutela della salute “è la prima misura economica” che può far ripartire il Paese. Ieri l’Inail ha riferito di oltre 165.000 contagi sul lavoro, precisando che più di sei casi su 10 sono stati denunciati nell’ultimo semestre.
In una lettera a La Stampa, il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, si dice certo che il Protocollo per la vaccinazione anti-Sars-Cov-2/Covid 19 nei luoghi di lavoro potrà dare “un forte contributo al piano nazionale di vaccinazione e, soprattutto, mettere in sicurezza milioni di lavoratrici, lavoratori, imprenditori".
"Nella convinzione che la tutela della salute sia la prima misura economica che ci potrà portare fuori dalla pandemia e consentire di percorrere in sicurezza la strada della ripresa”, ha sottolineato. 
Orlando ha precisato che “l’iniziativa si svolge su base volontaria, per lavoratori e datori di lavoro, e si coordina con il piano nazionale di vaccinazione portato avanti dal commissario Figliuolo”.
“I piani aziendali possono essere realizzati dai datori di lavoro indipendentemente dal numero di lavoratori impiegati e la somministrazione del vaccino, che sarà effettuata da operatori sanitari in possesso di adeguata formazione, sarà effettuata seguendo tre possibili alternative:
  • il datore di lavoro può rivolgersi al medico competente, ove presente;
  • il datore di lavoro può rivolgersi a strutture sanitarie private mediante una specifica convenzione, ricorrendo anche alle associazioni di categoria di riferimento o nell’ambito della bilateralità;
  • per i datori di lavoro che non sono tenuti alla nomina del medico competente o che non possano fare ricorso a strutture sanitarie private, è prevista la possibilità di rivolgersi alle strutture sanitarie dell’Inail”.
Il ministro ha poi spiegato che se la vaccinazione viene eseguita in orario di lavoro, "il tempo necessario sarà equiparato a tutti gli effetti all’orario di lavoro senza ricorrere, quindi, a ferie o permessi" e "i costi sono interamente a carico del datore di lavoro". 
“I luoghi di lavoro sono i luoghi della ripartenza e della speranza per il futuro del Paese”, ha concluso il ministro. 

​Inail: con seconda ondata boom di contagi

L’inail ha riferito ieri di oltre 165.000 casi di contagio sul luogo di lavoro, sottolineando come la “seconda ondata”, i cui effetti sono proseguiti anche nel 2021, soprattutto a gennaio e in misura più contenuta a febbraio e marzo, abbia avuto un impatto più intenso della prima.
"Con 109.487 contagi denunciati, il periodo ottobre 2020-marzo 2021 ha inciso per il 66,1% sul totale delle denunce di infortunio da Covid-19, più del doppio rispetto alle 50.699 del trimestre marzo-maggio 2020 (30,6%)", si precisa in una nota.
Per i decessi, invece, è stata la "prima ondata" della pandemia ad avere avuto un impatto più significativo: il 62,8% dei casi mortali è stato denunciato all'Inail nel trimestre marzo-maggio 2020, contro il 34,8% del semestre ottobre 2020-marzo 2021. Le morti da Covid-19 segnalate all'Istituto al 31 marzo sono state complessivamente 551.
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