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Coldiretti: aumentano i consumi di frutta secca (+9%), ma è allarme per invasione turca

Nocciole
Nocciole - Sputnik Italia, 1920, 24.04.2021
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Nel 2020 sono aumentati in Italia i consumi della frutta secca, con un 9% in più rispetto all'anno precedente. Tuttavia scatta l'allarme per l'invasione turca delle nocciole sgusciate, usate per snack e dolci e contenenti alti livelli di aflatossine cancerogene.
Secondo quanto emerge da un'analisi di Coldiretti sulla base dei dati Ismea, sono aumentati i consumi di frutta secca in Italia con un conseguente allarme per l'invasione delle nocciole sgusciate dalla Turchia.
Quest'ultime, che rappresentano i 2/3 del totale usato per snack e dolci, contengono di fatto elevati livelli di aflatossine cancerogene.
"Nonostante le limitazioni al commercio internazionale imposte dalla pandemia non si è arrestato il flusso di questo prodotto estero che viene spacciato come italiano e finisce nelle confezioni di frutta secca pronta da mangiare, nei gelati e nei dolci industriali, grazie alla mancanza dell’obbligo di indicazione dell’origine in etichetta sulla frutta trasformata" afferma Coldiretti.
​Secondo quanto riferito da Coldiretti, le importazioni straniere di nocciole sono raddoppiate negli ultimi 10 anni con un +98% e dei 61 milioni di chili che sono giunti in Italia nel 2020, quasi 40 sono di origine turca.

Italia corre ai ripari e aumenta la coltivazione in loco

Negli ultimi dieci anni la superficie coltivata a nocciole in Italia è aumentata da circa 71.000 ettari a 88.747 ettari con una crescita generale in tutte le aree del Paese e la conquista di tre denominazioni di origine per la Nocciola Piemonte Igp, la Tonda di Giffoni Igp e la Tonda Gentile Romana Dop.
Con questo aumento l'Italia diventa il secondo produttore al mondo di nocciole, con la Turchia al primo posto e gli USA al terzo.
"Questa situazione, con l’aumento delle importazioni, nonostante la crescita degli impianti in Italia, in assenza di un obbligo di tracciabilità delle nocciole utilizzate nei derivati rischia di dare un immagine ingannevole della qualità delle nocciole nazionali che frequentemente vengono tagliate, miscelate o sostituite con quelle di importazione" ha sottolineato Coldiretti, aggiungendo l'importanza di portare sul mercato il valore aggiunto della trasparenza con l’obbligo di indicare in etichetta l’origine su tutti quegli alimenti ancora anonimi, a partire da quelli trasformati come nel caso delle nocciole.
Una precedente analisi di Coldiretti sull'export ha rivelato un aumento delle esportazioni dei prodotti Made in Italy verso la Cina del 130%, con il vino come prodotto più esportato.
 
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