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Bari, arrestato giudice De Benedectis: mazzette in cambio di sentenze favorevoli a mafiosi

CC0 / succo / CourTribunale
Tribunale - Sputnik Italia, 1920, 24.04.2021
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Secondo l'accusa il magistrato avrebbe ricevuto soldi da un avvocato dello stesso foro in cambio di provvedimenti favorevoli nei confronti dei suoi assistiti. Colto sul fatto il giudice ha presentato richiesta per lasciare la magistratura.
I Carabinieri del Nucleo Investigativo di Bari hanno arrestato Giuseppe De Benedectis, magistrato presso l'ufficio Gip di Bari, e Giancarlo Chiarello, avvocato presso lo stesso foro, in esecuzione di un'ordinanza cautelare disposta dal Gip del Tribunale di Lecce.
I due indagati sono accusati di aver stretto un accordo corruttivo in base al quale il magistrato emetteva sentenze favorevoli agli assistiti dal legale in cambio di somme di denaro. L'indagine è stata coordinata dalla Procura di Lecce. 
  • I soggetti beneficiati dai provvedimenti favorevoli erano spesso esponenti di famiglie mafiose o legati alla criminalità organizzata barese, foggiana e garganica.
  • In cambio della corresponsione di somme di denaro, riuscivano ad ottenere arresti domiciliari o la remissione in libertà, pur essendo sottoposti a misura cautelare in carcere per reati anche associativi di estrema gravità.
  • I provvedimenti favorevoli consentivano il rientro nel circuito criminale. 
Le somme di denaro venivano consegnate in contante al magistrato, presso lo studio o l'abitazione del legale o anche nei bar nei pressi del nuovo Palazzo di Giustizia di Bari. Gli investigatori hanno acquisito le prove con intercettazioni e registrazioni delle conversazioni fra i due indagati e l'utilizzo di microtelecamere collocate nell'ufficio del magistrato. 

Una "bustarella" da 6000 euro

In particolare nelle carte della Procura viene citato un episodio avvenuto lo scorso 9 aprile, quando De Benedectis si è recato nello studio di Chiarello per intascare una mazzetta dopo aver disposto gli arresti domiciliari nei confronti di Antonio Ippedico, arrestato per associazione mafiosa. Tornato nel suo ufficio sottoposto alla sorveglianza delle telecamere, il giudice ha aperto la busta contenente circa 6 mila euro, ignaro di essere osservato dai carabinieri. Colto sul fatto e interrogato nell'immediatezza, De Benedectis ha ammesso di aver ricevuto la somma di denaro e ha presentato la richiesta di lasciare la magistratura. 
Le perquisizioni dei carabinieri nell'abitazione del magistrato hanno permesso di rinvenire la somma di 60 mila euro proveniente dalle mazzette. Le indagini sono tutt'ora in corso per individuare altri soggetti coinvolti nell'accordo corruttivo.
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