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Scuola, Bianchi: "Direzione di marcia è presenza al 100%"

© AFP 2021 / Tiziana FabiPatrizio Bianchi, ministro dell'Istruzione
Patrizio Bianchi, ministro dell'Istruzione  - Sputnik Italia, 1920, 23.04.2021
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Governo costretto alla retromarcia sul ritorno a scuola in presenza per tutti, dopo l'obiezione delle regioni che lo ritenevano un obiettivo "impraticabile" per il vincolo del 50% di capienza nei mezzi pubblici e per i limiti strutturali degli edifici scolastici.
La direzione di marcia del governo è quella di riaprire le scuole e tornare alle lezioni in presenza al 100%. Lo ha ribadito questa mattina il ministro dell'Istruzione, Patrizio Bianchi, ai microfoni di Radio 24. 
"L'indicazione del governo lascia una ampia flessibilità per giungere al 100% nei tempi e nei modi che i territori potranno riconoscere. Non avevamo concordato il 60%, era stato definito in Conferenza questo margine 60-70% ma la direzione di marcia è sempre stata 100%. Il Cdm ha ritenuto di prevedere il 70% ma non c'è divergenza sull'idea che si debba raggiungere il 100%", ha spiegato il ministro.
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Il decreto riaperture approvato due giorni fa e valido fino al 31 luglio prevede forme flessibili nell’organizzazione dell’attività didattica per il ritorno a scuola dal 75 al 100 per cento per le regioni in zona gialla e arancione.
Per le zone rosse deve essere garantita la presenza dal 50% al 75%. Queste le regole che valgono solo per le scuole superiori, su cui il governo ha dovuto fare una sostanziale retromarcia dopo le obiezioni sollevate dai presidenti delle regioni. 
Per le regioni, infatti, il ritorno in classe al 100% è un obiettivo impraticabile per i limiti strutturali degli edifici e dalla capienza dei trasporti. 
Per le restanti gradi di istruzione, scuola dell'infanzia fino alla terza media, le lezioni dovranno essere garantite in presenza. Nessuna deroga per le regioni, che potranno intervenire con le chiusure soltanto in caso di focolai all'interno degli istituti. 
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