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Morti 130 migranti per il naufragio di un gommone al largo della Libia

© AP Photo / Emilio MorenattiMigranti e rifugiati aiutati dai membri dell'ONG spagnola Proactiva Oper Arms nel mar Mediterraneo nei pressi di Libia (foto d'archivio)
Migranti e rifugiati aiutati dai membri dell'ONG spagnola Proactiva Oper Arms nel mar Mediterraneo nei pressi di Libia (foto d'archivio) - Sputnik Italia, 1920, 23.04.2021
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Dieci cadaveri sono stati recuperati dalle acque dalla Ocean Viking. Tre mercantili si sono uniti alla nave della ong SOS Mediterranee alla ricerca dei possibili dispersi ancora in vita. L'Oim: "Lasciati morire in mare, l'umanità annegata".
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A dare l'allarme è la stessa ong, arrivata troppo tardi sul luogo della tragedia, quando lo scafo si era già capovolto. Inutili gli SOS lanciati dalla piattaforma Alarm phone, in contatto con l'imbarcazione in difficoltà dallo scorso mercoledì. Nell'area sarebbero transitate imbarcazioni di Frontex senza diramare alcun allarme, riferisce il giornalista Nello Scavo sulle pagine de L'Avvenire.   
"Una barca con cui eravamo in contatto si è capovolta. OceanViking ha trovato corpi senza vita. Tutte le autorità erano allertate, Frontex li aveva avvistati: li hanno lasciati annegare", scrive in un tweet Alarm Phone. 
​Secondo le prime ricostruzioni del naufragio, nel primo pomeriggio di mercoledì 21 aprile Alarm Phone avrebbe ricevuto tre richieste di aiuto di imbarcazioni in difficoltà e avrebbe poi allertato le autorità italiane e libiche. I contatti con il gommone sono stati mantenuti sino alle 20.15 di sera. Ma Frontex avrebbe risposto alle email di aiuto solo giovedì mattina, mentre la guardia costiera libica nega di essere stata avvisata. I soccorsi sarebbero stati lasciati alla nave della ong SOS Mediterranee e da tre mercantili. Le associazioni umanitarie denunciano il mancato intervento delle autorità marittime libiche, maltesi e italiane. 
"Questa è la realtà nel Mediterraneo Centrale: gli Stati hanno abbandonato le loro responsabilità di coordinare le operazioni SAR, lasciando agli attori privati e alla società civile il compito di riempire il vuoto mortale che hanno lasciato. Noi possiamo vedere il risultato di questa deliberata inazione nelle acque attorno alla nostra nave", scrive l'equipaggio in un tweet. 
Mentre le navi dei soccorritori scandagliavano le acque del Mediterraneo alla ricerca dei dispersi, il mercantile My Rose ritrova tre corpi. Poco dopo un velivolo di Frontex avvista il relitto di un'imbarcazione capovolta. 
"Da quando siamo arrivati ​​oggi sulla scena, non abbiamo trovato nessun sopravvissuto mentre abbiamo potuto vedere almeno dieci corpi nelle vicinanze del relitto", prosegue la dichiarazione. "Abbiamo il cuore spezzato. Pensiamo alle vite perse e alle famiglie che potrebbero non avere mai la certezza di quello che è successo ai loro cari".
Durissimo il commento da Ginevra di Safa Msehli, portavoce dell’agezia Onu per i migranti (Oim): “Lasciati morire in mare. L'umanità è annegata”.
Dall'inizio dell'anno sono già 350 le persone che hanno perso la vita nei naufragi del Mediterraneo.
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