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Lezioni di storia non apprese (di Dmitry Medvedev)

© Sputnik . Dmitry Astakhov / Vai alla galleria fotograficaL'esclusiva intervista di Dmitry Medvedev dopo le sue dimissioni
L'esclusiva intervista di Dmitry Medvedev dopo le sue dimissioni - Sputnik Italia, 1920, 23.04.2021
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Articolo di Dmitry Medvedev, vicepresidente del Consiglio di sicurezza, ex presidente del Consiglio ed ex Presidente della Federazione russa per l'agenzia RIA Novosti venerdì 23 aprile 2021 (versione non integrale).
Negli ultimi anni le relazioni tra Russia e Stati Uniti sono di fatto passate dalla rivalità allo scontro; siamo in pratica tornati all'epoca della Guerra Fredda. La pressione delle sanzioni, le minacce, i confronti conflittuali, la protezione dei propri egoistici interessi: tutto questo fa precipitare il mondo in uno stato di instabilità permanente.
Quando le relazioni tra due paesi si trovano in una situazione simile da molto tempo, si parla di crisi. Tali crisi sono un terreno molto fertile per l'emergere di periodi ancora più acuti nelle relazioni - "crisi di crisi".
In una situazione del genere, qualsiasi passo sbagliato, mancanza di pazienza, comprensione strategica del peso di ogni parola, può far precipitare non solo due paesi, ma il mondo intero in un abisso di problemi ancora più gravi, mettendolo di fronte alla minaccia di uno scontro militare diretto.
© Sputnik . Aleksey Druzhinin / Vai alla galleria fotograficaBiden e Putin
Biden e Putin - Sputnik Italia, 1920, 18.05.2021
Biden e Putin
Tutto questo era già accaduto nella nostra storia comune. È vero, i tempi erano un po' diversi e lo scenario anche non era lo stesso, mi riferisco alla ‘crisi dei Caraibi’, ma la sostanza era molto simile.
Sanzioni anti-russe, una campagna organizzata di molestie contro la Russia, la politica americana nei confronti dei nostri vicini, l’approssimarsi della NATO ai nostri confini, l'opposizione al Nord Stream 2, l'avversione per l’apertura della rotta artica da parte del nostro paese, nonché la questione ucraina e altro ancora. Esempi di tale politica compaiono quotidianamente.
La nuova realtà strategica - l'instabilità della politica estera di Washington - è in gran parte causata da ragioni interne ma anche da un certo declino del prestigio degli Stati Uniti come leader del mondo occidentale.
© REUTERS / CARLOS BARRIAJoe Biden e Kamala Harris
Joe Biden e Kamala Harris - Sputnik Italia, 1920, 18.05.2021
Joe Biden e Kamala Harris
La nuova amministrazione statunitense, ripristinando la sua posizione di governante mondiale e protettrice dell'intero Occidente (e al tempo stesso convincendosi di questo), non ha la forza di ammettere che qualcuno al mondo possa avere capacità infrastrutturali e politico-militari potenzialmente paragonabili alle loro. Come Cina o Russia, ad esempio.
All'ordine del giorno c'è la domanda: l'attuale amministrazione americana acquisirà la saggezza del compromesso, cui seppero giungere i leader dei paesi protagonisti della crisi missilistica cubana degli anni '60 del secolo scorso? Non solo una comprensione della necessità e della possibilità di avere dei compromessi, ma anche la volontà di realizzarli questi compromessi. Sarà disposta ad abbandonare il linguaggio degli ultimatum e della maleducazione, che mortificano ogni possibilità di dialogo?
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