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Cirio (Piemonte): non vogliamo creare conflitti, ma le riaperture penalizzano il Nord

© Alberto CirioPresidente della Regione Piemonte Alberto Cirio
Presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio - Sputnik Italia, 1920, 23.04.2021
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Il governatore della Regione Piemonte, Aberto Cirio, dice di “avere fiducia in Mario Draghi”, ma di “stare con Salvini” nella contesa sulle riaperture perché, a suo giudizio, il decreto del governo penalizza il Nord, perché "qui da noi non si mangia all’aperto nemmeno a luglio".
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“Da mesi ci troviamo a parlare con governi, specie quello precedente, che guardano i numeri ma talvolta sono lontani dalla quotidianità delle persone. I decreti, per essere attuati, e rispettati da cittadini e categorie, devono avere una logica”, ha detto in un'intervista a La Stampa. 
Cosa che invece manca, secondo il governatore, al decreto sulle riaperture, perché “dire che i ristoranti possono aprire solo all’aperto significa non basarsi sui parametri epidemiologici ma sulla latitudine”.
“Vuol dire che in Sicilia potranno lavorare anche in zona rossa mentre nelle regioni montane, come il Piemonte, ci sono aree in cui certi giorni non si mangia fuori nemmeno a luglio”.

Coprifuoco? Servono correttivi

Sul coprifuoco, Cirio afferma di poter “anche condividere che oggi si decida di mantenerlo alle 22, ma bisognava introdurre due correttivi".
"Il primo sulle attività: se alle 22 devo essere a casa vuol dire che non è vero che i ristoranti posso stare aperti fino alle dieci di sera. Secondo: bisognava dare una prospettiva, un piano a medio-lungo termine, o davvero pensiamo che a luglio le persone rincasino alle 22?”
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Il governatore contesta l’idea di volere “un liberi tutti”, anzi, “qui bisogna fare molta attenzione a non ritrovarci nei guai tra qualche settimana”, ma per le regioni "è giusto riaprire dove la situazione lo permette, nel rispetto delle norme di sicurezza".

"Nessuna volontà di creare conflitti"

Cirio tiene a rimarcare come da parte dei presidenti di regione non ci sia "alcuna volontà di creare conflitti".
"Questo è il momento della responsabilità. Ma quel che è accaduto mercoledì spero non succeda più: è grave che un accordo raggiunto alla presenza di cinque ministri venga modificato. Così si alimentano solo la confusione e la sfiducia dei cittadini". 
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