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I ristoratori sono stanchi, Pasquale Naccari (TNI): “Mai più chiusure, noi non chiuderemo mai più”

© Foto : Pasquale NaccariManifestazione del 18 aprile
Manifestazione del 18 aprile - Sputnik Italia, 1920, 22.04.2021
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Chiudere il turismo, la ristorazione, i servizi alla persona ha portato alla demolizione d’interi settori produttivi. La gente come gli esercenti sono esasperati, varie forme di malcontento iniziano a emergere e a concretizzarsi in proteste sempre più frequenti soprattutto tra le fasce sociali e lavorative più esposte.
La sfiducia davanti al balletto di date e di colori su base regionale che settimana per settimana, mese per mese, pesa e condiziona la vita di milioni d’italiani, sta avendo la meglio sulle promesse governative puntualmente disilluse.
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Se solo osserviamo quali saranno le condizione di lavoro per bar e ristoranti apprendiamo che: “In zona gialla, dal 26 aprile a tutto il mese di maggio, sarà possibile pranzare o cenare solo nei luoghi di ristorazione con tavoli all’aperto. Dal primo giugno si mangia nei ristoranti con tavoli al chiuso solo a pranzo. In zona arancione sarà mantenuta la sola possibilità di asporto, così come in quella rossa. Nelle linee guida stilate dalle Regioni, e che dovranno essere vagliate dal Cts, è stato proposto un metro di distanza nei ristoranti all’aperto o al chiuso - se la situazione pandemica lo consente - per aumentare a due laddove la condizione di diffusione del virus si dovesse aggravare”.
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E chi non ha spazio all’aperto che farà? Rimarrà chiuso senza lavoro? O potrà spostare i tavoli sul marciapiedi o sulla strada? L’Italia è una penisola con significative particolarità climatiche, i gestori dovranno riaprire con gli occhi sempre puntati al meteo? Inevitabili quindi altri investimenti nell’attrezzarsi di tettoie, ripari antivento.. e poi?
Come si suol dire “La misura è piena”. Il disagio da sentimento diffuso ora si sta trasformando e condensando in azioni di protesta concrete e sempre più organizzate. È proprio sulla base di questo disagio che i ristoratori di TNI (Tutela Nazionale Imprese) per protesta nella mattina di lunedì 19 hanno bloccato l’autostrada A1 all’altezza di Incisa-Firenze.
© Foto : Pasquale NaccariPasquale Naccari
Pasquale Naccari - Sputnik Italia, 1920, 18.05.2021
Pasquale Naccari
Sputnik Italia ha contattato il signor Pasquale Naccari, ristoratore di Firenze, presidente di “Ristoratori Toscana”, portavoce del TNI.
— Signor Naccari, quali le ragioni della vostra protesta?
— Fanno riferimento alle misure previste per la riapertura del 26 aprile. Prima di tutto l’iniquità delle misure sulle riaperture dei locali solo all’esterno e non all’interno. Quali sono le misure previste per chi non potrà riaprire? Dalle istituzioni non c’è dato saperlo. Oltre a ciò è impossibile aprire con questo clima. Se dovesse iniziare a piovere come bisognerà comportarsi? Cosa si farà? Manderemo via la gente? Butteremo via tutte le portate che avremo preparato? Come si può tenere aperto una struttura con queste prerogative, davanti a possibili cambiamenti repentini del meteo tipici di questa stagione?
Altra ragione: perché gli autogrill “si” e noi “no”? Perché le mense “si” a prescindere dal colore assegnato alla regione e noi “no”?
Altro tema: perché nelle case le persone si possono incontrare tra amici e nei ristoranti si dovrà andare per forza tra conviventi?
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Salvini vuole proporre al Cdm aperture ristoranti al chiuso già da maggio
Poi il coprifuoco. Come si fa a mettere un coprifuoco d’estate dove la gente prima delle 20.00 a cena non va! Perché non è stata prevista una regola su come superare questo periodo di coprifuoco? In un anno qualcosa poteva e doveva essere previsto. Non possiamo a distanza di un anno essere ancora qui a parlare di coprifuoco e dei due metri di distanza come se ne parlava l’anno scorso. Abbiamo visto che due metri è una misura inapplicabile.
Siamo anche contrari al “pass vaccinale”, se la campagna vaccinale va a rilento, a parte che dovrebbe esserci la libertà di scelta, ci sono anche coloro che non vogliono fare il vaccino. In tal caso le persone non vaccinate se ne debbono rimanere a casa? Non possono andare al ristorante?
Vorremmo inoltre la moratoria della legge Bersani: un blocco delle licenze fino al 2023, in modo d’aiutare chi sta subendo i danni in questo periodo e sta facendo enormi sacrifici per non chiudere, in altre parole per difenderlo dalla concorrenza di chi vorrebbe aprire ora.
— Quindi Lei è scettico sulla scelta di riaprire dal 26 aprile “solo all’aperto” avanzata dal governo?
— Ma non è accettabile! Fa ancora freddo, basta andar a vedere le temperature del meteo per capirlo! Tra l’altro in Italia c’è una certa differenza di clima e temperature tra il Sud e le isole e il Nord!

Le richieste al governo

— Cosa chiedete al governo?
— La cosa più importante è “mai più chiusure”, noi non chiuderemo mai più i nostri locali. Al governo oltre a “mai più chiusure” chiediamo di ascoltarci un po’ su tutte le questioni che le ho appena descritto. Sono sul nostro manifesto:
  • no al coprifuoco
  • apertura, dal 25 aprile, a pranzo e a cena sia dentro che fuori i locali
  • no al distanziamento di 2 metri
  • no al pagamento solo con il Pos
  • tavoli anche per frequentatori abituali, non più solo congiunti
  • richiesta voucher emergenziali
  • esonero della richiesta del Durc (Documento unico di regolarità contributiva)
  • moratoria legge Bersani fino al 2023
  • azzeramento commissioni Pos
  • abolizione tetto del 30% per gli indennizzi
  • mai più chiusure
— In riferimento alla manifestazione del 19 potete già trarre un bilancio di com’è andata?
— Il bilancio lo traiamo giovedì quando parlerà il premier.
— Avete in programma altre iniziative, manifestazioni?
La manifestazione a Roma, il 12 aprile del 2021 - Sputnik Italia, 1920, 12.04.2021
IoApro, la rabbia dei manifestanti in piazza: "Siamo lavoratori, non delinquenti"
— Certo, ma per il momento preferisco non parlarne.
— Che le forze di sinistra non abbiano mai visto con simpatia la “libera impresa”: le partite IVA, i ristoratori, gli esercenti di attività commerciali private.. non è un mistero. Nicola Zingaretti ex segretario del PD ha definito queste attività “lavoretti”. Voi come categoria non vi sentite discriminati?
— È offensivo per tutti quanti non solo a livello di categoria! È vergognoso! Non è ricevibile come affermazione, non esistano categorie di lavoratori di serie A o serie B.
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