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Governo diviso sul coprifuoco, ma è davvero utile?

© Sputnik . Evgeny UtkinPersone indossano mascherina in Italia
Persone indossano mascherina in Italia  - Sputnik Italia, 1920, 22.04.2021
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La linea dura sul coprifuoco alle 22 spacca la maggioranza. Gelmini rassicura: "Non resterà fino al 31 luglio". Ma quali sono i pro e i contro di questa misura secondo gli esperti?
Sul mancato slittamento del coprifuoco alle 23 si è consumato lo strappo di ieri all’interno della maggioranza, con Matteo Salvini che ha deciso di non votare il decreto Covid del premier Mario Draghi. L’ipotesi di mantenere il divieto di circolazione a partire dalle 22, introdotto dal precedente esecutivo, fa infuriare anche Fratelli d’Italia, che la definisce “una scelta folle che rischia di distruggere definitivamente il tessuto economico nazionale”.
Anche Forza Italia, seppur in modo più cauto, sembra sposare la linea Salvini, con Antonio Tajani che proprio sull’orario del coprifuoco ha chiesto al governo una “verifica tra dieci giorni sulla situazione della pandemia” per valutare uno spostamento dell’orario.
Il ministro per gli Affari Regionali e le autonomie, Maria Stella Gelmini, dello stesso partito, ha chiarito come siano stati previsti interventi successivi del Consiglio dei ministri “con tagliandi periodici al dl, modificando sia le regole per le riaperture che gli orari del coprifuoco".
Difficile, infatti, immaginare una vera ripartenza per ristoranti, hotel o per la stessa stagione turistica alle porte con queste limitazioni.  Secondo alcuni, come la presidente dei senatori di Forza Italia, Anna Maria Bernini, spostando già da adesso il coprifuoco alle 23 “si consentirebbe ai ristoranti di avere più clienti ma anche più sicurezza grazie ai due turni di servizio”.
“Il problema – ha ricordato la senatrice azzurra - sono i controlli all’esterno dei locali per evitare assembramenti, che spettano allo Stato, e se lo Stato non è in grado di farli non può scaricare un costo ulteriore su esercenti già martoriati finanziariamente dai lockdown”.
Ma cosa dicono gli esperti e che differenza c'è tra far scattare il coprifuoco alle 22 o alle 23. Se è vero che l’obiettivo è quello di limitare gli incontri ed impedire le cene tra persone che appartengono a nuclei familiari diversi, è anche vero che basta anticipare l’orario dell’appuntamento per incontrarsi al chiuso.
Una prassi che nella provincia di Hunan, in Cina, ha fatto aumentare paradossalmente il tasso di infezione in famiglia. I dati sono contenuti in uno studio pubblicato su Science, citato dal Messaggero.
Insomma, se ci si incontra comunque in casa, tanto vale farlo all’aperto, rispettando le norme di sicurezza, come distanziamento e mascherine, dando un po’ di respiro anche agli imprenditori.
D’altro canto, però, l’Italia non è l’unico Paese a mantenere questo tipo di restrizione. In Europa le limitazioni sono ancora presenti in Francia, Germania, Paesi Bassi e in Spagna, comprese le isole. E ancora in Turchia, Argentina, India, Tunisia, negli Usa in Ohio e in California con orari più o meno restrittivi.
Uno studio inglese rivela che le limitazioni alla circolazione notturna contribuiscono a ridurre l’indice Rt per il 13 per cento. Un effetto paragonabile, quindi, a quello prodotto dall’obbligo di indossare le mascherine.
Anche per un altro studio pubblicato su Nature il coprifuoco è una misura efficace per ridurre la trasmissione. La speranza, quindi, è che la curva epidemica discendente, nelle prossime settimane, consenta un ulteriore progressivo allentamento delle restrizioni.
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