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Coprifuoco, Gelmini: "Non durerà fino al 31 luglio". E rassicura sulla didattica in presenza

© AFP 2021 / Andreas SolaroMaria Stella Gelmini, ministra degli Affari generali e Autonomie
Maria Stella Gelmini, ministra degli Affari generali e Autonomie - Sputnik Italia, 1920, 22.04.2021
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Parlando nella puntata della trasmissione 'Iceberg' in onda stasera, il Ministro degli Affari generali e Autonomie si è espresso su uno dei temi più controversi della strategia italiana di contenimento del virus e ha promesso il ritorno al 100% della didattica in presenza.
"Il fatto che nel testo del decreto varato ieri non sia stato riprogrammato il coprifuoco, non significa che durerà fino al 31 luglio. Questa è una lettura distorta del provvedimento che abbiamo preso", ha detto la Gelmini a 'Iceberg', citata dall'Adnkronos.
Anzi, la Gelmini si è detta sicura che tale misura verrà presto accantonata.
"Sappiamo che - se non faremo errori e se i comportamenti saranno responsabili - i dati dei contagi, dell’occupazione delle terapie intensive, dei decessi, continueranno a migliorare. E in aggiunta a questo abbiamo cominciato a correre con la campagna vaccinale e nei prossimi giorni accelereremo ancora. Quindi io sono assolutamente certa che presto il coprifuoco sarà solo un brutto ricordo. È lo stesso decreto a dirlo, precisando che il Consiglio dei ministri potrà intervenire nelle prossime settimane, con tagliandi periodici al dl, modificando sia le regole per le riaperture che gli orari del coprifuoco", ha spiegato.
La Gelmini ha anche invitato alla cautela per impedire di aprire e poi richiudere.
Massimiliano Fedriga - Sputnik Italia, 1920, 22.04.2021
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"Tutti vogliamo tornare alla nostra vita normale ed è volontà ed interesse del governo farlo prima possibile. Ma c’è una cosa che dobbiamo assolutamente evitare perché non ci sarebbe perdonato: il rischio di riaprire per poi richiudere. È per questo che si procede con riaperture graduali e in sicurezza", ha spiegato ancora il ministro Gelmini durante la registrazione di 'Iceberg'.
Il ministro si è espresso anche sul tema di competenza del suo dicastero, la scuola. 
"Le scuole, con questo governo, sono state le prime a riaprire. Non dimentichiamo che oltre sei milioni di alunni sono in classe. Restava il problema dei licei, delle scuole superiori: sono quelle più problematiche per una questione logistica, per il problema dei trasporti", ha dichiarato.
Sulla didattica in presenza, ha specificato che il governo ha fissato un limite ma anche che le Regioni potranno derogare qualora non riescano a garantirlo. 
"Le Regioni ci hanno chiesto di poter procedere con gradualità ed è ragionevole farlo. Tutti vogliamo il ritorno al 100%, e ci arriveremo. Il governo ha stabilito un range entro il quale deve essere assicurata la didattica in presenza. E questo range andrà fra il 70 e il 100%. Le regioni avevano chiesto di partire dal 60% ed in questo senso avevamo raggiunto un accordo. Il Presidente del Consiglio Draghi ha chiesto di fare uno sforzo ulteriore, ha posto un obiettivo minimo più alto, per cercare di far tutti meglio, ogni giorno. Nel decreto ci sarà scritto il 70%: ma non metteremo a rischio nessuno. Se non sarà possibile assicurare queste quote regioni ed enti locali potranno derogare. Stiamo lavorando per trovare la quadra", ha assicurato.
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