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50-60enni che dormono sei ore o meno a rischio più elevato di demenza

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Donna che dorme - Sputnik Italia, 1920, 22.04.2021
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Sebbene non sia considerata una malattia specifica, la demenza è gruppo di condizioni definite come la compromissione di almeno due funzioni cerebrali, come la perdita di memoria e le limitate abilità sociali. L'Organizzazione Mondiale della Sanità stima che circa 50 milioni di persone in tutto il mondo ne soffrano.
Gli adulti di mezza età, in particolare quelli di tra i 50 e i 60 anni, che dormono sei ore o meno possono avere un rischio maggiore di essere diagnosticati con la demenza man mano che invecchiano, secondo quanto scoperto da un nuovo studio.
Pubblicato sulla rivista Nature Communications, lo studio ha stabilito che i 50enni che dormono sei ore o meno ogni notte hanno circa il 22% in più di rischio di sviluppare demenza, mentre i 60enni hanno il 37% in più di probabilità di essere diagnosticati.
I dati sono stati confrontati con individui che sono riusciti a dormire almeno sette ore ogni notte. I Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie degli Stati Uniti indicano che gli adulti di età pari o superiore a 60 anni dovrebbero dormire tra le sette e le nove ore.
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I ricercatori sono giunti alla conclusione analizzando i dati ottenuti attraverso uno studio a lungo termine che riporta le abitudini di sonno di quasi 8.000 adulti nel Regno Unito. Avviata nel 1985, la banca dati raccoglie nuove informazioni dai partecipanti ogni quattro o cinque anni.
Sebbene molte delle informazioni del sondaggio si basino su auto-rapporti dei partecipanti, i ricercatori dello studio pubblicato martedì hanno utilizzato dei tracker del sonno per confermare che i dati fossero accurati.
I ricercatori hanno anche adattato i loro risultati a diversi comportamenti e caratteristiche, come il fumo, il consumo di alcol, lo stato civile, il diabete, il livello di forma fisica e le malattie cardiovascolari, tra gli altri fattori.
"Anche se non possiamo dire che la durata del sonno abbia un impatto causale sulla demenza, sarebbe bene incoraggiare un buon regime di sonno", ha detto l'autrice principale dello studio Séverine Sabia, epidemiologa presso l'Istituto nazionale francese di salute e ricerca medica, in una dichiarazione ottenuta dal Wall Street Journal.
Alla luce dei risultati, Sabia sta esortando il pubblico a mantenere migliori abitudini di sonno e a implementare una routine della buonanotte che promuova un sonno sano, come evitare l'uso dei cellulari e ridurre la TV prima di andare a letto.
La ricerca è arrivata un giorno dopo che uno studio pubblicato sull'European Heart Journal lunedì ha rivelato che pattern di sonno gravemente interrotti potrebbero raddoppiare le possibilità che una donna muoia per malattie cardiache.
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