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Vitalizi, gli ex parlamentari condannati tornano a chiedere i soldi. Lo farà anche Berlusconi?

© AFP 2021 / TIZIANA FABIL'ex premier italiano Silvio Berlusconi
L'ex premier italiano Silvio Berlusconi  - Sputnik Italia, 1920, 21.04.2021
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La Commissione Contenziosa del Senato, l’organo che decide sui ricorsi interni a Palazzo Madama, ha annullato la delibera del 2015 degli allora presidenti del Senato e della Camera Pietro Grasso e Laura Boldrini che prevede la sospensione dei vitalizi per i parlamentari condannati in via definitiva per reati di particolare gravità.
Secondo i membri della Commissione, che hanno stabilito il diritto al vitalizio per ex parlamentare e ex governatore Roberto Formigoni, questa norma viene superata dalla legge che introduce il reddito di cittadinanza approvata nel 2019.
“In questi giorni abbiamo sentito parlare della Commissione Contenziosa, l'organo del Senato che in una scandalosa decisione della settimana scorsa ha di fatto ripristinato il vitalizio a Roberto Formigoni e ad altri ex politici condannati in via definitiva. Una commissione in cui il Movimento non è presente, e il cui Presidente è di Forza Italia.
Ebbene, in quella commissione che ha consentito questo scempio siede il senatore Pillon. Il parlamentare leghista non si è quindi fatto problemi a sostenere il ritorno di un privilegio della casta anche a chi si è macchiato di reati come la corruzione. Per lui era evidentemente una battaglia giusta e necessaria…”, - ha scritto sulla sua pagina Facebook la senatrice del MoVimento 5 Stelle Paola Taverna.
Che cosa può succedere adesso? Toccherà agli altri? Anche Silvio Berlusconi potrebbe riottenere il vitalizio da ex parlamentare? Per fare il punto della situazione, Sputnik Italia ha raggiunto Giovanni Orsina, Professore di Storia Contemporanea e Direttore della Luiss School of Government.
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Assolto Formigoni per tangenti nella Sanità a Cremona
— Prof. Orsina, a Suo avviso, il ripristino del vitalizio all’ex presidente della Lombardia Formigoni e all’ex presidente della Regione Abruzzo Ottaviano Del Turco potrebbe scatenare l’effetto domino e incidere su altri ex parlamentari, in particolare sull’ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi?
— Teoricamente sì. Per ragionare su questi argomenti bisogna avere una conoscenza tecnica ma è molto difficile avere una conoscenza tecnica perché stiamo parlando del parlamento, e quindi di tutta una serie di deliberazioni e di discipline specifiche. Per cui alcuni decisioni, come quella sui vitalizi, non essendo sottratte al potere giudiziario, entrano in una specie di regime speciale. Per cui non è facile poi capire come vengono regolate.
Certo, se ad un certo punto, le Camere comunicano a ripensare tutto il tema del vitalizio in rapporto alle condanne, questa decisione può estendersi agli altri ex parlamentari e in particolare a Berlusconi.
— Secondo Lei, Berlusconi, che nel 2020 ha dichiarato al fisco oltre 47 milioni di euro, potrebbe davvero essere interessato a riavere il vitalizio? Presenterà un ricorso pure lui?
— Non credo che il vitalizio possa servire a Berlusconi. Se farà un ricorso, lo farà per ragioni simboliche e magari poi darà il suo vitalizio in beneficenza.
— Potrebbe specificare, quali ragioni simboliche lo possono comunque spingere a intraprendere questa strada? Che valore potrebbe avere il vitalizio per lui che ha vissuto una vita politica molto lunga e anche, tutto sommato, molto bella?
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Toglietemi tutto... ma non i vitalizi, le pensioni d’oro e i privilegi
— Sinceramente non penso che Silvio Berlusconi farà alcun tipo di battaglia su vitalizzo. Non è quello il discorso. Il punto è che Berlusconi ha vissuto la condanna e l’espulsione dal Senato come un’immensa ingiustizia. Lui ritiene di essere stato uno statista, una persona che al Paese ha dato moltissimo per quanto riguarda lo standing internazionale e quindi sottolinea che sia la condanna che l’espulsione (presentata all’epoca come una decisione automatica rispetto alla condanna ma in realtà automatica non era, perché il Senato poteva decidere diversamente) sono state due grandissime ingiustizie. E quindi ha sempre cercato di ottenere una sorta di risarcimento tramite il quale verrà ristabilita la sua importanza e la sua dignità nella storia politica italiana.
— A proposito delle condanne e dei processi dell’ex Cavaliere. Il tribunale di Siena ha disposto il rinvio al 22 aprile per il processo Ruby ter che vede indagato Silvio Berlusconi per corruzione. Quali sono le Sue previsioni per questa battaglia giuridica che dura oramai da anni?
— Silvio Berlusconi sta cercando costantemente di rinviare le scadenze e prendere il più tempo possibile per evitare che questi processi abbiamo un effetto politico. E credo anche che effettivamente non stia bene in salute. Infatti, non lo vediamo in pubblico oramai da tempo e anche nel partito e nella vita politica non si fa sentire molto.
Non posso entrare nel dettaglio processuale. Fare previsioni è quasi impossibile perché i processi di Berlusconi sono una roba complicatissima, sono uno dentro l'altro. Ora siamo addirittura a Ruby ter!
— Tornando al tema dei vitalizi, quanto potrebbe costare alle casse di Palazzo Madama la restituzione del vitalizio a tutti gli ex senatori condannati?
— A mio avviso, sono le cifre irrilevanti. Tutta la battaglia di vitalizi non è una battaglia sui soldi. Certo, sei mila euro che prende al mese un ex senatore per un cittadino comune è una cifra importante ma noi dobbiamo sempre ragionare in termini di bilancio dello Stato. Si tratta di nocciolini. Anche se lo dovessero ridare a tutti i senatori, sono comunque le cifre molto modeste, quindi sono le cose che non spostano quasi nulla sul bilancio pubblico.
La battaglia sui vitalizi è stata tutta quanta una campagna politica e tutta centrata sull’idea che il parlamentare non deve avere questo privilegio che non è accettabile ma non per ragioni economiche ma per motivi politico-simbolici.
— Come reagiranno gli italiani che affrontando la più devastante crisi economica dal secondo dopoguerra, alla restaurazione dei “privilegi” alle persone con una reputazione “offuscata”?
— Su questi temi l’opinione pubblica si indigna e si offende subito. In Italia c’è sempre un clima di sospetto nei confronti della politica e l’idea che un politico con una reputazione “offuscata” o una condanna abbia il vitalizio, naturalmente verrebbe percepito da una parte importante degli italiani come una cosa molto negativa e orribile.
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No della Cassazione ai vitalizi anticipati per gli ex parlamentari: respinto il ricorso di Alfano
Io ritengo che l’indignazione in questo caso sia una pessima maestra. Il problema sia anche quello di giustizia, di equità, di razionalità. Bisogna capire innanzitutto che cos'è un vitalizio, com’è stato attributo, qual è il quadro legale all'interno del quale è stato attribuito e di che tipo di condanna stiamo parlando, e se sia una pena accessoria e se sia una cosa legalmente sostenibile o meno.
Un politico come Formigoni, che è un pezzo importante della storia del nostro Paese negli ultimi 25 anni, è stato per lungo tempo il presidente della regione Lombardia, dopodiché è stato condannato. Certamente questo fatto ha offuscato la sua reputazione però bisogna fare un ragionamento compiuto su tutta la sua parabola, sulla sua attività politica, su quello che fatto e sulla gravità della condanna che ha subito. Queste cose, secondo me, andrebbero valutate non emotivamente e non con l’indignazione ma in maniera razionale e ragionevole.
— Quello che sta accadendo attorno ai vitalizi, Lei considera come uno “schiaffo” al M5S. Secondo Lei il Neo-Movimento continuerà la sua storica battaglia contro la casta o abbonderà le armi? 
— Il M5S è stato fra i quelli che più di tutti ha approfittato di questo clima antipolitico, quindi ristabilire i vitalizi è una cosa che per loro non va bene. Credo che le 5 Stelle continueranno a dare battaglia su questo argomento - se non la danno almeno su questo, ci si chiede che cosa ne rimanga nel M5S? Però tutto il dibattito sul terzo mandato all’interno del Movimento fa intravedere il fatto, che su questi temi sono molto “elastici”, cioè su alcune cose stanno mollando, sull’altre invece mantengono il punto…
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