Registrazione avvenuta con successo!
Per favore, clicca sul link trasmesso nel messaggio inviato a

Quelle centrali nucleari francesi che spaventano l'Italia, Greenpeace: "Rischiose anche per noi"

© REUTERS / Charles PlatiauL'impianto di Norgent-Sur-Seine
L'impianto di Norgent-Sur-Seine - Sputnik Italia, 1920, 21.04.2021
Seguici su
L'associazione ambientalista chiede che la consultazione popolare sulla decisione francese di prolungare di dieci anni la vita di 32 vecchi reattori nucleari sia estesa anche ai cittadini italiani: "Con questa decisione saranno esposti a rischi notevoli nei prossimi dieci anni".
Trentadue centrali nucleari vecchie di almeno 40 anni che la Francia ha deciso di mantenere in attività nonostante siano difficilmente adeguabili agli standard di sicurezza più all’avanguardia.
La decisione di Parigi ha suscitato una vera e propria levata di scudi da parte delle associazioni ambientaliste italiane, come Greenpeace che ha chiesto ai governatori di Liguria, Piemonte, Valle d’Aosta e Lombardia, di far sentire la propria voce e fare pressioni Oltralpe perché la consultazione pubblica sul destino degli impianti sia allargata anche ai cittadini italiani che vivono al confine con la Francia.
Ad intervenire sulla questione, lo scorso gennaio, come ricorda RaiNews24, era stato l’allora ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, chiedendo alle autorità francesi “una consultazione transfrontaliera sul progetto di prolungare di dieci anni l'operatività di trentadue vecchi reattori”, visto che ben “sedici di questi impianti distano meno di 200 chilometri dai confini italiani".
Ora Greenpeace Italia chiede al successore di Costa, Cingolani, di “protestare” formalmente contro il governo francese visto che in tre mesi non sono arrivate risposte da parte di Parigi e di “avviare le necessarie procedure di reclamo presso gli organi competenti per le infrazioni della Convenzione di Espoo".
Si tratta di un accordo che prevede la possibilità per gli Stati confinanti che potrebbero subire danni di partecipare al dibattito pubblico e che impone una valutazione di impatto ambientale su questo tipo di progetti, che secondo Greenpeace Italia il governo francese non avrebbe ancora avviato.
"Queste vecchie centrali sono pericolose già adesso e nessun miracolo riuscirà mai a portarle agli standard di sicurezza oggi richiesti", ha spiegato Giuseppe Onufrio, direttore esecutivo della stessa Ong. Per questo, sottolinea, “i cittadini di Liguria, Piemonte, Valle d'Aosta e Lombardia saranno esposti con questa decisione a rischi notevoli nei prossimi dieci anni".
Come si legge su Torino Today, sono quattro le centrali situate a pochi chilometri dal confine italiano, in aree a rischio sismico “moderato o medio”: quella di Cruas, Saint Alban, Bugey e Tricastin. In quest’ultimo impianto, che si trova nella regione del Rodano-Alpi e che è dotato di quattro reattori nucleari ad acqua pressurizzata in funzione dal 1974, nel 2011 si sfiorò la tragedia con un incendio divampato nella zona uno della centrale. Il pericolo fu scampato perché nell’area non era presente materiale radioattivo.
Con il Green Deal europeo e l’obiettivo dell’azzeramento delle emissioni di gas serra entro il 2050, si è riaperto il dibattito sul nucleare. Il target della decarbonizzazione è difficile da raggiungere con il solo ricorso alle energie rinnovabili. Per questo l’Ue sta valutando di includere il nucleare tra le energie alternative da promuovere per arrivare alle emissioni zero.
Nel mondo, come riferisce l’Ansa, sono 53 le centrali nucleari in costruzione. Dall’incidente di Fukushima, in Giappone, gli standard di sicurezza delle centrali si sono evoluti, sia a livello tecnologico che organizzativo, mentre sono sempre di più i progetti per i reattori di quarta generazione a fusione.
Tra i Paesi che stanno scommettendo sul nucleare o rinnovando le strutture già esistenti ci sono Turchia, Emirati Arabi, Arabia Saudita, Bielorussia, Cina, Russia, India, Finlandia e Gran Bretagna.
Notizie
0
Prima i più recentiPrima i più vecchi
loader
LIVE
Заголовок открываемого материала
Per partecipare alla discussione
accedi o registrati
loader
Chats
Заголовок открываемого материала