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Galli su riaperture: "Rischio calcolato è un'affermazione pericolosa"

 Massimo Galli - Sputnik Italia, 1920, 21.04.2021
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Il virologo del Sacco di Milano torna a parlare, con parole di critica, del piano di riapertura previsto per il 26 aprile.
Secondo Massimiliano Galli, la mossa del governo di procedere a una riapertura delle attività finora sospese per la pandemia non si tratterebbe di un 'rischio calcolato', come ha affermato in un suo intervento alla trasmissione televisiva Cartabianca su Rai3.
"Non è questione di fiducia ma di numeri. Continuo a trovare pericolosa un'affermazione come quella di dire 'apriamo perché è un rischio calcolato'. Si può dire 'apriamo pur prendendoci un rischio'", le parole di Galli, che già in precedenza si era detto contrario alle riaperture.
L'infettivologo ha proposto il paragone con l'attuale situazione del Regno Unito, dove dal 12 aprile è iniziata la seconda fase di aperture. Galli ha sostenuto che gli inglesi hanno ponderato una ripresa delle attività grazie all'elevato numero di vaccinazione pro capite, con una somministrazione di circa 63.5 dosi ogni 100 abitanti, per un totale di 43 milioni.
A confronto, l'Italia ha solo 15.8 milioni di vaccini, arrivando a 25.7 dosi per 100 abitanti, un terzo della capacità del Regno Unito.
"In questo tipo di situazione, dal punto di vista epidemiologico è difficile pensare a una riapertura", ha sottolineato Galli, aggiungendo anche che: "Avrei voluto aperture più dosate, magari dal 15 maggio. Comprendo che la gente è stufa [...] e in tanti hanno bisogno di lavorare. Ma tanti sessantenni e settantenni non hanno ricevuto il vaccino. E sono i nonni dei bambini che tornano a scuola".
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