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Etichetta a semaforo, Patuanelli: "La difesa del Made in Italy passa per il no al Nutriscore"

© Depositphotos / RglinskyParmigiano Reggiano
Parmigiano Reggiano - Sputnik Italia, 1920, 21.04.2021
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Il ministro dell'Agricoltura, Stefano Patuanelli, torna a scagliarsi contro l'etichetta a semaforo che penalizza le eccellenze del Made in Italy: "Schiaccerà le produzioni di qualità del nostro Paese, che sono la nostra maggiore capacità di attrazione di investimenti dall’estero”.
La tutela del Made in Italy passa per la battaglia che si sta combattendo in Europa sul Nutriscore. A ribadirlo durante una sessione speciale della Cabina di regia per l’internazionalizzazione dedicata all’attrazione degli investimenti esteri è stato il ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali, Stefano Patuanelli.
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L’Italia è capofila del fronte contrario, visto che il sistema, che si basa sulla quantità di nutrienti per cento grammi di prodotto, tende a penalizzare le eccellenze del Made in Italy come salumi, formaggi o prodotti mono-ingrediente come l’olio d’oliva, contrassegnando con il semaforo verde i prodotti lavorati dell’industria alimentare con un basso livello di zuccheri o grassi.
“Se introdotto il sistema di etichettatura a semaforo porterà ad appiattire tutte le grandi produzioni e a schiacciare le produzioni di qualità del nostro Paese, che sono la nostra maggiore capacità di attrazione di investimenti dall’estero”, ha detto il ministro, citato da Askanews.
In effetti, secondo i dati della Coldiretti, nel 2020 l’agroalimentare ha fatto registrare un volume record di esportazioni nonostante lo stallo economico prodotto dalla pandemia, raggiungendo la cifra gigantesca di 46 miliardi di esportazioni.
Proprio al summit della stessa associazione, all’inizio di aprile, Patuanelli si era già scagliato contro il Nutriscore, definendolo un meccanismo “idota”. “È semplicemente la volontà di condizionare le abitudini alimentari in modo sbagliato", aveva detto il ministro promettendo di voler “battere i pugni a Bruxelles” e “ribaltare i banchi” per “bloccare questa assurdità”.
Inoltre, come ricorda l’Ansa, Patuanelli aveva sottolineato che “il Nutriscore privilegia i cibi iper-lavorati e quindi anche rispetto ai temi ambientali è un pericolo”.
“È impensabile che i cibi sintetici abbiano una priorità perché metterebbero davvero a rischio il nostro settore primario", aveva concluso.
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Il ministro è convinto che il “brand Made in Italy” sia il “primo elemento che può attrarre investimenti esteri”. “Ne fanno parte – ha aggiunto - tutte le produzioni agroalimentari italiane, che danno lustro al nostro paese all’estero e consentono di attrarre investimenti”.
Per questo secondo Patuanelli è necessario che tutti i settori produttivi, compreso quello primario, intraprendano “grandi sforzi di transizione”. “Serve tanta innovazione – ha sottolineato il ministro - e la capacità di far fare un salto quantico verso un’agricoltura 5.0 per tutto il settore”.
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