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Consulente per gli investimenti elenca due motivi per cui l'ascesa di Bitcoin si fermerà

Bitcoin - Sputnik Italia, 1920, 21.04.2021
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Lanciato all'inizio del 2009, Bitcoin è la più grande criptovaluta al mondo per capitalizzazione di mercato e quantità di dati archiviati sulla sua blockchain.
La fine di Bitcoin è inevitabile. Lo ha detto alla CNBC il consulente per gli investimenti Stephen Isaacs, spiegando due ragioni che sarebbero alla base della futura scomparsa della criptovaluta più popolare.
Secondo lui la regolamentazione del governo e l'impatto ambientale sono due fattori chiave di rischio per le criptovalute, ritenute inoltre prive di basi solide.
"Non so dove finirà, o come andrà a finire, ma finirà. E quando finirà sarà brutto, perché non rimarrà niente", ha detto.
Il prezzo del bitcoin è sceso del 17% durante il fine settimana dopo una crescita esplosiva culminata col massimo storico di 64 mila dollari, proprio nel periodo in cui il Tesoro degli Stati Uniti potrebbe presto reprimere le istituzioni finanziarie che utilizzano risorse digitali per riciclare denaro.
Isaacs ha detto che quello che è successo durante il fine settimana è stato solo un'"avvisaglia" di "cosa potrebbe accadere se la regolamentazione si estendesse a questo prodotto".
"È quasi una vittima del suo stesso successo: se questo prodotto consente il trasferimento di enormi quantità di denaro tra individui che hanno il completo anonimato, va incontro a una serie di nuovi di regolamenti", ha detto.
Bitcoin si basa sulla tecnologia blockchain, che garantisce la sicurezza delle sue transazioni. La criptovaluta tuttavia non può essere definita completamente anonima poiché ogni transazione effettuata con tale tecnologia sarà per sempre inscritta in essa e ciò potrebbe rappresentare un rischio per la privacy. I componenti di Bitcoin, come indirizzi, key words e pubbliche e transazioni, vengono tutti letti in stringhe di testo che non possono essere direttamente collegate all'identità personale di nessuno, rendendo in parte la criptovaluta anonima per gli utenti.
Isaacs ha anche affermato che Bitcoin è un "prodotto molto inquinante e che lo sta diventando sempre più di minuto in minuto, perché la quantità di energia necessaria per estrarre scorte aggiuntive sta aumentando" e che l'utilizzo di energia della criptovaluta sarebbe un altro fattore destinato a giocarle contro "se qualcuno prende sul serio il cambiamento climatico".
Il processo di estrazione di Bitcoin si basa su computer che concorrono per risolvere un problema matematico per ogni transazione: a seconda di quale dei due lo risolve per primo, verifica la transazione ed estrae una nuova moneta. Poiché un numero crescente di persone e computer in rapida evoluzione tecnologica cercano di decifrarli in tutto il mondo, risolvere queste equazioni sta diventando sempre più competitivo e difficile.
Nel frattempo i critici di Bitcoin come valuta non rispettosa dell'ambiente stanno diventando più rumorosi; tra questi anche Bill Gates, secondo cui il Bitcoin "non è una grande cosa per il clima".
Questa non è la prima volta che gli esperti di investimenti hanno previsto il destino della criptovaluta. La scorsa settimana l'investitore miliardario Mike Novogratz ha affermato che tale mercato sta affrontando un "fallimento" nonostante la frenesia in merito; il mese scorso il fondatore e CEO della startup di criptovalute Ballet ha detto che Bitcoin potrebbe scendere dall'80% al 90% rispetto al suo valore massimo mai registrato.
Entrambi gli specialisti, tuttavia, hanno affermato separatamente che, prima del suo crollo, Bitcoin potrebbe raggiungere i 100 mila dollari prima della fine del 2021 e anche di più in seguito.
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