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L’incredibile mondo dei microbi: studio scientifico scopre… che c'è ancora molto da scoprire

CC0 / Depositphotos / Microbi
Microbi - Sputnik Italia, 1920, 20.04.2021
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Gli articoli scientifici di solito cercano di dare nuove risposte a vecchie domande, questo di David Thaler invece, biologo dell'Università di Basilea, serve a porsi nuove domande e scoprire… che c’è ancora molto da scoprire.
"Non abbiamo idea se la diversità microbica globale stia aumentando, diminuendo o rimanendo la stessa", ha affermato David Thaler, biologo dell'Università di Basilea e autore dell'articolo pubblicato oggi sul Frontiers in Ecology and Evolution, “La maggior parte degli articoli scientifici ci dice fatti nuovi. Questo è un diverso tipo di documento; non risponde a nulla ma pone una nuova domanda", scrive il ricercatore.
La vita sul nostro pianeta si basa su un'enorme quantità di batteri, funghi e altri minuscoli organismi. Generano ossigeno, mantengono sani i suoli e regolano il clima. I microbi svolgono un ruolo cruciale nella produzione alimentare, si pensi a formaggio, birra, yogurt e pane. Secondo il censimento 2010 della vita marina, circa il 90% del peso totale degli organismi nell'oceano è costituito da microbi.
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I microbi sono fondamentali nella cattura del carbonio, scompongono la materia organica e costituiscono la base della catena alimentare. Comprendere questi minuscoli organismi potrebbe essere fondamentale anche per affrontare minacce come il coronavirus, ma questa nuova ricerca ci mette di fronte al fatto di quanto in realtà poco sappiamo su questo argomento.
Piante e animali vengono costantemente monitorati e il rapporto sul loro stato di conservazione e sulla biodiversità viene costantemente aggiornato. È grazie a queste attente e continue osservazioni che siamo a conoscenza del fatto che molte specie animali e vegetali stanno rapidamente diminuendo, con circa 1 milione di specie a rischio di estinzione, secondo un rapporto del 2019 sostenuto dalle Nazioni Unite. Per quanto riguarda il mondo dei microbi invece, un tale monitoraggio non esiste.
I microbi si trovano spesso in ambienti estremi - sopravvivendo sul fondo dell'oceano, congelati nelle profondità dei ghiacciai e persino all'interno di laghi vulcanici tossici - rendendoli difficili da studiare.
Per rispondere alla domanda del ricercatore biologo Thaler, intuitivamente si potrebbe pensare che, dato che molte specie animali e vegetali stanno scomparendo, ed essendo certi microbi specificatamente associati ai loro ospiti, allora anche questi ultimi dovrebbero essere in diminuzione.
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Il professor Frederick Cohan, ecologo microbico presso la Wesleyan University, Connecticut, che ha esaminato lo studio prima della pubblicazione, ha affermato tuttavia che, sebbene le estinzioni di animali e microbi possano andare di pari passo, nuove specie batteriche potrebbero formarsi a velocità così elevate che potrebbero aumentare a prescindere.
"Quando una specie di mammifero si estingue, dovremmo aspettarci che anche tutti i microbi che dipendono principalmente o esclusivamente da quella specie si estinguano", ha detto.
“D'altra parte, scopriamo che si formano sempre nuove specie batteriche e ci sono sempre nuovi modi in cui i batteri possono suddividere le risorse esistenti formando così nuove specie".
Jesse Ausubel, direttore del programma per l'ambiente umano della Rockefeller University, uno sponsor dello studio, ha riconosciuto quanto sarebbe utile approfondire le indagini e monitorare il mondo dei batteri come si fa con animali e piante, ma ha anche messo in guardia da facili entusiasmi dichiarando: "Linneo inaugurò la nomenclatura binomiale nel 1735, quasi 300 anni fa, e non abbiamo ancora un elenco completo delle specie di animali e piante di questo pianeta. Non sarà facile fare un lavoro simile con qualcosa che ha probabilmente 1.000 volte più variabili".
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