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In Vaticano scoppia il caso dei monsignori che violano il coprifuoco: "Fuori luogo tornare alle 2"

© Sputnik . Servizio Fotografico Vaticano / Vai alla galleria fotograficaPapa Francesco ha riaperto le celebrazioni liturgiche con i fedeli dando inizio al rito presso la tomba di Giovanni Paolo II in occasione del centenario della nascita del pontefice polacco, nella Basilica di San Pietro
Papa Francesco ha riaperto le celebrazioni liturgiche con i fedeli dando inizio al rito presso la tomba di Giovanni Paolo II in occasione del centenario della nascita del pontefice polacco, nella Basilica di San Pietro - Sputnik Italia, 1920, 20.04.2021
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La circolare è stata affissa dal direttore di una delle strutture pontificie che ospitano sacerdoti e seminaristi dopo diversi fermi da parte delle forze dell'ordine: "Fuori luogo e pericoloso rientrare alle 2 di notte".
Un cartello affisso nella bacheca della Casa del clero di via della Scrofa, nel centro della Capitale, imbarazza il Vaticano.
Si tratta di una circolare che porta la firma di monsignor Paolo Ricca, direttore della stessa casa e di altre tre strutture che ospitano sacerdoti, seminaristi e teologi.
Proprio lui, secondo quanto si legge sul Messaggero, si sarebbe dovuto svegliare in piena notte, in più di un’occasione, per dare spiegazioni alle forze dell’ordine che avevano fermato alcuni dei prelati nelle vie della Capitale ben oltre l’orario di circolazione consentito dal coprifuoco.
La situazione sarebbe sfuggita di mano al punto che monsignor Ricca avrebbe deciso di rendere la cosa pubblica affiggendo un ammonimento ufficiale sulla bacheca della casa Paolo VI.
“Pur essendo spiacevole, sono costretto a richiamare ai Reverendi Ospiti la necessità di rispettare coscienziosamente il coprifuoco imposto dalle autorità statali”, si legge nell’avviso dai toni perentori, di cui il quotidiano di via del Tritone pubblica anche una foto.
“Mi sembra oltremodo fuori luogo e pericoloso – continua il monsignore - che vi siano rientri in Casa alle 0,30, 2.00 e 2.15 di notte”. Ricca aggiunge anche un commento personale: “Il sottoscritto pur essendo molto disponibile, non è tenuto ad alzarsi in piena notte per soccorrere qualche confratello incappato nei rigori delle Forze dell'Ordine”.
“Pertanto – è la conclusione - a chi capita, spetterà l'onere di dimostrare chi sono, che cosa facevano in giro in piena notte o verso l'alba”.
All’interno della casa ci sarebbero un centinaio di stanze, occupate per il 60 per cento. Quelle rimaste libere erano solitamente occupate dai religiosi stranieri che transitavano per la Capitale prima della pandemia.
All’interno, proprio per rispettare le regole anti-contagio, è vietato ricevere visite e pranzare in più di quattro commensali per tavolo.
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