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Draghi: dobbiamo preparare i sistemi sanitari al futuro e migliorare cooperazione globale

© AFP 2021 / Alberto PizzoliMario Draghi
Mario Draghi - Sputnik Italia, 1920, 20.04.2021
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Draghi ammette che il mondo era impreparato alla pandemia con piani inadeguati e non aggiornati, e dice che per il futuro bisogna riorganizzare i sistemi sanitari e migliorare la cooperazione internazionale.
Il presidente del Consiglio Mario Draghi parla del futuro dei sistemi sanitari internazionali in vista del prossimo Global Health Summit del prossimo 21 maggio che sarà ospitato a Roma.
“L’attuale pandemia ci impone di essere meglio preparati per il futuro. Il nostro lavoro deve iniziare ora, poiché non sappiamo per quanto tempo durerà questa pandemia o quando ci colpirà la prossima”, ha detto in un video messaggio previsto per il Webinar di ascolto con i rappresentanti della società civile, e a cui ha partecipato anche Ursula von der Leyen, presidente della Commissione UE.
Per questo, prosegue il premier Draghi, “dobbiamo sostenere la ricerca, rafforzare le catene di approvvigionamento e ristrutturare i sistemi sanitari nazionali. Dobbiamo rafforzare il coordinamento e la cooperazione globali”, riporta RaiNews.

Il contributo della società civile

Draghi prende molto in considerazione il contributo di idee proveniente dalla società civile.
“Anche a partire dal vostro contributo – dice Draghi – puntiamo a gettare le basi per la Dichiarazione di Roma che chiuderà i lavori del summit”.
Vista di San Marino - Sputnik Italia, 1920, 19.04.2021
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Draghi dice che “la dichiarazione conterrà una serie di principi per rafforzare i nostri sistemi sanitari, migliorare le nostre capacità di risposta ed avere gli strumenti per rispondere a future emergenze sanitarie”.

Nella pandemia mancato sistema di allerta precoce

Secondo Draghi, questa pandemia che ha causato fino ad ora 3 milioni di morti, ci ha colpiti duramente perché “ci mancava la capacità di individuare la pandemia attraverso un sistema di allerta precoce”, ed ha ammesso che “i nostri piani di emergenza erano datati e insufficienti”.
Il peggio è alle spalle, ma dobbiamo prepararci al futuro ribadisce in conclusione del suo discorso.
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