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Svezia: governo vuole rendere reato la negazione dell’Olocausto ma c’è scetticismo sull’iniziativa

© Sputnik . B. Fishman / Vai alla galleria fotograficaLe prime ore dopo la liberazione di Auschwitz
Le prime ore dopo la liberazione di Auschwitz  - Sputnik Italia, 1920, 19.04.2021
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Il governo svedese vuole che negare l'Olocausto sia un reato, ha detto il ministro della giustizia Morgan Johansson, annunciando che sarà nominata una commissione parlamentare per valutare come dovrebbe essere realizzata una legge in proposito. Le stesse organizzazioni che lottano contro l’antisemitismo dubitano tuttavia che possa funzionare.
"L'Olocausto è il più grande crimine nella storia del mondo, e non deve essere dimenticato. Coloro che cercano di farlo dimenticare al mondo e mescolare le carte, devono essere ritenuti responsabili per questo", ha detto Morgan Johansson, come citato dall'emittente nazionale SVT .
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Diverse parti, tuttavia, criticano la proposta del governo di vietare la negazione dell'Olocausto in quanto inefficace, pericolosa per la libertà di parola e potenzialmente controproducente.
"È impossibile limitarsi a vietare. Non cambia nulla di fondamentale", ha detto a SVT il membro dei liberali del comitato costituzionale Tina Acketoft.
"Vediamo la negazione dell'Olocausto come un atteggiamento disgustoso, allo stesso tempo penso che vietare sia un modo pericoloso per limitare la libertà costituzionale di espressione e opinione", ha detto a SVT il portavoce della politica culturale dei Democratici svedesi Aron Emilsson.
Anche i democristiani e i Verdi sono scettici e le stesse organizzazioni che lavorano contro l’antisemitismo non sono sicure che sia questa la strada giusta da percorrere.
"Il problema è che è difficile scrivere una legge che funzioni. Ci sono antisemiti e negazionisti dell'Olocausto anche nei paesi con divieti", ha detto all’emittente Svante Weyler, presidente del Comitato svedese contro l'antisemitismo (SKMA). "Ogni volta che qualcuno nega l'Olocausto, è ovviamente un insulto, ma il solo pensiero che questi possa essere perseguito e poi assolto, potrebbe essere controproducente. Sappiamo dai paesi con un divieto che non è una cosa facile portare il negazionista dell'Olocausto alla giustizia. È più importante imparare il più possibile sull'olocausto e diffondere tali informazione", ha detto Weyler.
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Aron Verständig, presidente del Consiglio centrale ebraico, condivide una mentalità simile. Pur apprezzando il fatto che il governo stia ora indagando sulle possibilità di imporre un divieto, ritiene che altre misure siano più importanti.
"Oggi abbiamo grossi problemi per via di una maggiore attività di neonazisti e islamisti violenti, e vediamo che la polizia e i pubblici ministeri non hanno sempre il tempo di occuparsene. Forse è da qui che si dovrebbe iniziare", Aron Verständig ha detto alla stessa emittente svedese.
In diversi paesi dell'UE, tra cui Francia, Germania e Italia, è vietato negare l'Olocausto. In Svezia, la questione è stata discussa occasionalmente dagli anni '90, ma finora un divieto non ha ricevuto sostegno politico. Complessivamente, 16 paesi europei, inclusa la Russia, e Israele hanno leggi in vigore contro la negazione dell'Olocausto.
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